venerdì 16 giugno 2017

Michael Jackson e la sua amicizia con una coppia taiwanese e le loro gemelle

Una fan di Taiwan, la signora Ma, non solo conobbe con tutta la sua famiglia, Michael, ma instaurarono un'amicizia intima durata diciassette anni.
La signora Ma non ha mai ostentato la sua amicizia con il Re del Pop, fino al momento della sua morte. Nel suo piccolo modo di rendergli omaggio, ha riferito di quanto gentile, amorevole e disponibile è sempre stato Michael Jackson. Condivide le sue memorie di un amico speciale, e come sentiva che Michael era stato frainteso dalla maggior parte delle persone.

L'amicizia tra Michael e la famiglia Ma iniziò con un messaggio tramite fax. Durante la tappa del tour Dangerous in Taiwan nel settembre del 1993, la signora Ma e suo marito non potevano acquistare i biglietti per le loro gemelle di nove mesi, poiché per motivi di sicurezza non erano rilasciati biglietti per bambini così piccoli. La signora, determinata, non si fece scoraggiare dal diniego anche perché oltretutto era l'ultimo concerto di Michael in Taiwan. Decise quindi di tentare la fortuna inviando un fax all'albergo dove alloggiava Michael, chiedendogli di permettere alle sue due gemelle di partecipare al concerto. Non sperava che Michael avesse accesso al fax, invece lui lo lesse rispondendo alla richiesta. Immediatamente dispose i pass VIP per tutta la famiglia con allegato un invito speciale per incontrarlo dopo il concerto.


Quando la famiglia arrivò alla sua Suite, Michael indossava il pigiama, pronto per andare a letto. Michael si mostrò molto cordiale e disponibile, La signora Ma ricorda che era molto affascinato dalle gemelle, voleva sapere com'era allevare due bambini insieme. Le gemelle gattonavano per la stanza, fino a che una di loro afferrò il lettore CD di Michael e lo cominciò a mordere. Michael corse verso la bambina la prese in braccio e le disse dolcemente: '' Non lo mordere, ti farai del male ''. Ricorda inoltre quanto Michael si dimostrò premuroso, nei confronti delle bambine nonostante non avesse figli propri.

Quando si congedarono, Michael li accompagnò fino all'ascensore e promise di invitarli a Neverland. La signora non credeva veramente a quelle promesse, ma lui davvero non scherzava! In diciassette anni, andarono a Neverland per sei volte e viaggiarono con Michael in varie località del mondo. Quando arrivava il momento dei saluti, ci abbracciava e diceva, ''Vi amerò sempre'', sembrava semplicemente che desiderasse essere solo amato.

Michael adorava le gemelle, quando ritornò a Taiwan con l'HIStory tour nel 1996, le invitò sul palco durante l'interpretazione della canzone Heal The World, e questo si è ripetuto anche in altre occasioni, come Durban, sud dell'Africa, e altri.

Michael le aveva confidato il motivo per il quale iniziò a indossare il guanto di paillettes per nascondere i primi segni della vitiligine che era apparsa sulla mano e che in seguito era diventato sorprendentemente il suo marchio, la sua firma. Aggiunse che Michael s'identificava con la Cina poiché una parte di sua madre Katherine, era di origine cinese, e Michael desiderava esibirsi proprio in Cina.

In accordo con l'organizzatore dei concerti di Taiwan, il signor Yu, s'interessò affinché sia il Dangerous e l'HIStory Tour, potessero farvi tappa, ma la Cina in quel momento non era ancora pronta a ricevere artisti occidentali.

Ma, asserisce di aver conosciuto il lato più sincero di Michael. Lui era puro e innocente come un bambino, amava le sorprese, la magia, era molto umano, molto fiducioso e tanto premuroso. La signora Ma, condivide la sua storia, affinché il mondo sappia la vera natura di Michael.

Secondo Ma, il mondo ha perso non solo un genio musicale, bensì una bella anima.


Di seguito è riportato il video che apparentemente è stato inviato da Michael alla famiglia Ma dopo il tour 'HIStory', con le gemelle durante l'esecuzione di "Heal the World" a Kaohsiung, Taiwan meridionale. Verso la fine della canzone, MJ ha fatto uno sforzo per dire "ti amo" in mandarino al pubblico. Aveva chiesto alle bambine di insegnarglielo prima della performance. Il suo rapporto con le gemelle era dolcissimo.

Michael Jackson HistoryTour Twins in Kaohsiung, Taiwan


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Le vere malattie di Michael Jackson

Di Ritalba Mazzara
2016
Il prossimo 25 giugno saranno passati sette anni (n.d.r. 8 anni il 25-06-2017) dall’ improvvisa e tragica scomparsa di Michael Jackson, e ancora oggi molti lo ricordano come un modello musicale inimitabile cui ispirarsi. Milioni di album venduti in tutto il mondo e uno stile che ha segnato la storia del pop, della musica moderna e dell’intrattenimento.

Al di là dei suoi successi, Michael è stato anche il malato più famoso di vitiligine, con la sua pelle che diveniva via via più chiara, fino a diventare quasi trasparente. Si è avanzata l’ipotesi che la sua malattia fosse legata principalmente alla sfera psicologica, in particolare al rapporto con suo padre che, accortosi di avere fra le mani una potenziale gallina dalle uova d’oro, lo lanciò sin da piccolo sotto i riflettori, costringendolo a creare nella sua mente un mondo di fantasia, in cui restare sempre bambino. In molti hanno elaborato teorie sull’argomento, indagando ulteriori aspetti del carattere di Michael Jackson, dalle accuse mai provate di pedofilia alla ipocondria che, estremizzata dai media, fece circolare ovunque la falsa voce che Michael dormisse in una camera iperbarica per paura delle infezioni.

Quello che oggi è ormai certo è che il cantante non aveva mai tentato di schiarire la propria pelle per diventare bianco. Una notizia diffusa e ripresa nel corso degli anni, che per buona parte della pubblica opinione si è alla fine trasformata in una verità assoluta.

Invece la causa dello sbiancamento era proprio una vitiligine, confermata anche al momento dell’autopsia, che progressivamente si era estesa al viso e a quasi tutto il corpo tanto da costringere Jackson a coprirsi dal sole con guanti, mascherine, ombrelli e vistosi cappelli.
Quello che è meno noto, è che prima ancora che di vitiligine egli aveva sofferto di acne giovanile che gli aveva lasciato cicatrici profonde, e nel 1984 aveva subito un’ustione di terzo grado sul cuoio capelluto il cui esito fu una calvizie permanente al centro della testa per cui gli era stato inserito senza esito un espansore. (Non fece causa alla Pepsi Cola per cui girava lo spot ma devolse un milione e mezzo di dollari ricevuti come indennizzo all’ospedale per ustionati dove era stato curato).

Altra patologia cutanea di cui Jackson soffriva era il Lupus Eritematoso discoide, che gli impediva l’esposizione prolungata al sole e per cui fu a lungo trattato con corticosteroidi che gli conferirono la classica faccia “lunare”, e che gli provocò diverse lesioni patologiche sul volto. In particolare al naso, che secondo i giornali dell’epoca sarebbe stato operato decine di volte per raggiungere il risultato estetico sperato.
I suoi cambiamenti fisici nel tempo non sarebbero stati quindi la conseguenza di una dismorfofobia di cui si è sempre pensato che il cantante soffrisse, ma di una serie di esiti e problemi reali legati sia all’acne che alla vitiligine e al lupus che lo portarono a perdere i capelli, a eruzioni e alle ricordate lesioni cutanee.
Per questo, dopo aver tentato di ripigmentare la propria pelle, Jackson si fece tatuare di scuro ciglia, sopracciglia e cuoio capelluto. Quello che più lo infastidiva, però, era proprio la rara e acuta forma di vitiligine che gli fu diagnosticata nel 1984 cui faceva riscontro la falsa notizia che la causa dello sbiancamento della sua pelle fosse di natura volontaria e chirurgica.

A lungo considerata una malattia autoimmune, la patogenesi della vitiligine è ben conosciuta: il sistema immunitario attacca i melanociti, considerandoli corpi estranei all’organismo, alterando così la formazione della melatonina e in ultima analisi la pigmentazione dell’epidermide. Ciò che resta ancora da spiegare in parte sono però le cause che provocano la malattia stessa.

Certamente in circa il 30% dei casi c’entra la genetica, cosa che potrebbe spiegare perché nei bambini, dove è abbastanza rara, può esistere un’associazione fra vitiligine e altre patologie cutanee fra cui soprattutto dermatite atopica, alopecia areata e psoriasi. Va però tenuto presente anche qualcosa simile al fenomeno di Koebner per cui le macchie comparirebbero in aree cutanee sottoposte a traumi. Il fattore di disturbo capace di alterare il normale funzionamento dei melanociti sarebbe una proteina riscontrabile di norma solo nei melanomi in fase metastatica recentemente identificato anche nella cute dei pazienti affetti da vitiligine (Melanoma Inhibitory Activity) e in grado di staccare il melanocita dal suo appoggio nel derma, causandone l’esternalizzazione in superficie e la perdita definitiva.
Altri fattori scatenanti possono essere alcuni farmaci, alterazioni ormonali, ma anche stress emotivi, traumi psichici, forti emozioni, conflitti psicologici che influenzano la determinazione dell’esordio della vitiligine e l’andamento del suo decorso nei soggetti predisposti. C’è inoltre l’ipotesi che esista una stretta correlazione fra questa malattia autoimmune e gravi stati depressivi e ansiosi.
La componente psicosomatica della malattia, potrebbe essere funzionale al paziente risparmiandogli possibili turbe psichiche più gravi. In altre parole, inconsciamente, il malato sceglie il male minore della vitiligine invece di una grave depressione.
La rivista Riza Psicosomatica avanza poi un’ipotesi alquanto sconcertante: il disturbo potrebbe essere visto come il tentativo di cambiare pelle, ma anche di ripulirsi, di purificarsi. Esposta al sole, curiosamente, anziché scurirsi la pelle schiarisce, come a rappresentare il senso di colpa. Il rifiuto della colorazione scura rappresenterebbe la base del desiderio di riappropriarsi di un candore virginale o infantile.

Vero o falso che sia, quello che è certo è che la qualità della vita dei malati di vitiligine è condizionata da significative forme di stress sia psicologico che sociale, con disturbi emozionali come imbarazzo, rabbia, preoccupazione e frustrazione. Diminuisce anche l’autostima perché la malattia è considerata sfigurante o comunque intollerabile e ciò ha un profondo effetto sulla vita quotidiana di chiunque. Tanto più quando a esserne colpita fu una star come Michael Jackson, che ancor oggi può rappresentare agli occhi del mondo il massimo dell’eccellenza musicale ma anche l’esempio di un uomo non in grado di accettarsi fino in fondo per il proprio aspetto.

FONTE


MJ - umile, premuroso, sensibile, affettuoso..

Dee Pffeifer
"Egli è il più umile, premuroso, sensibile, affettuoso uomo che potreste mai immaginare. Quello che si sente dire di lui da gran parte dei media è speculazione o invenzione, ma quello che si sente raccontare da coloro che lo hanno incontrato è assolutamente la verità. Diranno: ha un'aura che irradia calore, amore e tenerezza, e la maggior parte non dimenticherà mai quell'incontro.”

Quando eri accanto a lui o soltanto quando si trovava nelle vicinanze sicuramente c'era un'aura. Incredibile. Ricordo distintamente questa sensazione dopo un incontro con lui a Tenerife. Sentivo questo tremendo senso di amore per tutti. Volevo solo amare le persone. Michael non me ne aveva parlato direttamente ma era quasi come se quell'aura intorno a lui avesse contagiato me in qualche modo.. tutto questo ha un senso?

Quando sono andata negli Stati Uniti per il Memorial, ho pianto nel vedere così tanti messaggi lasciati in ognuno dei luoghi più significativi.. Dalla Hollywood Star a Neverland; da Carolwood Drive allo Staples Center.... ogni messaggio testimoniava gratitudine per quello che aveva fatto, di come li aveva ispirati a vivere i propri sogni e di quanto aveva insegnato loro. E in mezzo ai tanti biglietti c'erano crocifissi e riferimenti a Dio. Ero in ginocchio in lacrime. Avevo sempre saputo che era un uomo di Dio, ma non avevo mai pienamente realizzato quante vite aveva cambiato..

Anche quei fans che non avevano mai incontrato Michael sentivano un profondo legame con lui. Aveva quella capacità di attirare a sé le persone, sorprenderle con il suo amore e compassione ma anche con la sua aura che ha sempre riconosciuto venisse da Dio Onnipotente stesso ".
Dee Pffeifer, amica e una delle migliaia di persone che Michael ha aiutato durante la sua vita.


Dee Pffeifer, a friend of Michael and one of the many thousands of people that Michael helped throughout his lifetime
"He is the most humble, caring, sensitive, caring man you could ever imagine. What you hear about him from much of the media is either speculation or fabrication, but what you hear from those who have met him is absolutely the truth. Most will tell you, he has an aura that radiates warmth, love and tenderness, and most never ever forget such meetings.

When meeting or even around Michael, there was certainly an aura. It was quite incredible. And it wasn't just when meeting him, it often continued afterwards too. I distinctly remember after a meeting with him in Tenerife, I just had this tremendous sense of love for everyone. I just wanted to love people. Michael hadn't spoken directly about this to me, but it was almost as if that aura around him had somehow rubbed off on me, if that makes sense?

When I went to the US for the Memorial, I just wept on seeing so many notes and cards outside each of places of significance. From the Hollywood Star to Neverland; from Carolwood Drive to the Staples Centre, people from all over the world had come to place their condolences. And what an amazing impact he had on people's lives - every other note seemed to be thanking him for what he had done, how much he had inspired them to live their dreams, how much he had taught them. And, in amongst the notes and cards in every place were crucifixes and references to God. I was on my knees in tears. I had always, always known that this was a man of God, but I had never fully appreciated just how many ordinary lives he had changed.

Even those fans who never met Michael often felt a deep connection with him. He had that capacity to draw you close, to mesmerize you with his love and compassion, but also with his aura, which he always acknowledged was from God Almighty Himself."

ALTRI AGGIORNAMENTI MJGW
SPIRITUALITÀ, CONSAPEVOLEZZA, PREGIUDIZIO


MJ e il proprio stile di danza..

Stile di danza
« - A cosa pensi quando balli?
- Pensare è la cosa più sbagliata che si possa fare quando si balla. »
(Michael Jackson durante un'intervista del documentario Living with Michael Jackson di Martin Bashir nel 2003.)

Quello che rese Michael Jackson celebre lungo tutta la sua carriera fu il proprio stile di danza, che ha generato migliaia di imitatori, parodie e flash mob. Alcuni passi inventati da Jackson risalgono già ai primi Anni Settanta, quando il giovane Michael si esibiva ancora con i Jackson 5 nei locali di Gary, sua città natale, e in seguito perfezionati. Michael inventò il ballo del robot all'età di 15 anni, nel 1974, per il brano Dancing Machine. Il Robot (detta anche mannequin, ovvero "manichino", in inglese robot dance), è uno stile di danza spesso confusa con il popping - che ha come caratteristica l'illusione e l'imitazione dei movimenti rigidi del robot o del manichino.

Tutti i movimenti della Robot iniziano e finiscono con un passo di locking, per dare l'impressione di un motore che parte o che si ferma. Il danzatore tiene una postura rigida per tutto l'arco dell'esibizione, fermo restando che i più abili danzatori sono in grado di rilassare la muscolatura pur mantenendo l'illusione del movimento rigido del robot. In conseguenza della stretta relazione tra la Robot, il popping e il locking, la Robot dancing è spesso confusa con il popping e la liquid dancing in generale. The Robot riferisce essenzialmente alla tecnica di imitazione sopra detta.

Così come il popping in generale, l'impatto visivo della robot può essere rafforzato ballando a ritmo con la musica. A differenza della maggior parte delle altre danze, la danza robot può anche essere accompagnato a cappella emettendo rumori simili ai movimenti elettromeccanici dei robot, rumori spesso eseguiti da Jackson. Alcune mosse, che in seguito migliorò, gli furono insegnate da James Brown. Agli inizi degli Anni Ottanta, perfezionò una tecnica che gli consentiva di realizzare delle piroette velocissime sui talloni tramite l'uso della forza centrifuga impressa dalle braccia, con le quali era in grado di compiere dalle tre alle otto piroette. Questo passo di danza venne impiegato in numerose esibizioni dal vivo, soprattutto durante le esecuzioni di 'Billie Jean', 'Smooth Criminal', 'Man in the Mirror', 'Dirty Diana' e 'Scream'.

Nel 1983, in occasione dell'esibizione al programma televisivo 'Motown 25: Yesterday, Today, Forever,' lanciò i suoi movimenti sulle punte dei piedi, e soprattutto il passo di danza che lo avrebbe reso celebre in tutto il mondo: il moonwalk (in italiano letteralmente camminata sulla luna) presentato allo show celebrativo dei 25 anni della Motown, sulle note di Billie Jean.
Molti considerano l'artista come l'inventore della mossa, anche se, come d'altronde ha affermato lo stesso Jackson, esso prende spunto da una tecnica usata dai ragazzi neri di strada dei ghetti. L'anno successivo realizzò la coreografia di 'Thriller', inventando il passo che imita il movimento degli zombie. Nel corso degli anni ha perfezionato sempre più il moonwalk, fino a migliorarlo nel 'Dangerous World Tour' (1992-1993) e poi ancora nell'History World Tour (1996-1997).
L'ultima volta che Jackson ha eseguito questo passo è stato nel 2001, durante i due concerti del Michael Jackson: 30th Anniversary Special al Madison Square Garden. Nel 1983 inventò poi il Sidewalk, ovvero un passo laterale basato sullo stesso principio del moonwalk rielaborato. Jackson eseguirà il sidewalk insieme al moonwalk in diverse sue coreografie. Già in passato Jackson, nel Victory Tour del 1984, tra le note di Billie Jean, aveva presentato una fusione tra i due, creando un movimento circolare basato sul medesimo moonwalk.

Nel 1988 diede un'altra prova del suo talento di coreografo e ballerino con l'Antigravity Lean, ovvero il celebre movimento antigravitazionale del video di 'Smooth Criminal', in cui il cantante si inclinava in avanti di 60º. Nel video usò delle funi, mentre per fare il tutto nelle esibizioni dal vivo usava delle scarpe modificate, di cui deteneva il brevetto, che permettevano a un gancio che spunta da sotto al palco di agganciarlo (ciò non si vede perché, prima che i ganci siano visibili, un ballerino entra in scena e butta un fumogeno e le luci di scena vengono momentaneamente spente). La presenza dei ganci tiene fermo il ballerino, ma è comunque difficile eseguire il movimento per il fatto che, per riportare il corpo in equilibrio, è necessario avere una grande forza nei muscoli delle gambe e della schiena.

Nel 1984 presentò lo Skywalk, detto anche Airwalk, in un concerto a Toronto durante Human Nature. In questo passo, Jackson dava l'illusione di camminare sospeso in aria, tuttavia lo usò solo in limitate occasioni, come in 'Working Day and Night' durante la prima parte del 'Dangerous World Tour' nel 1992 e in 'Dangerous' agli MTV Video Music Awards del 1995 (dove presentò anche il Sidewalk).

MICHAEL JACKSON - L'ARTISTA E LA SUA GENIALITÀ


martedì 13 giugno 2017

MICHAEL ... INNOCENTE INNOCENTE INNOCENTE


PER NON DIMENTICARE..


1-  I CHANDLER E GLI ARVIZO: CHI SONO VERAMENTE GLI ACCUSATORI DI MICHAEL JACKSON? – LA VERITA’ SUL PROCESSO JACKSON

2- VINDICATE MICHAEL JACKSON…Thank you, Tom Mesereau


3- Il suicidio di Chandler sottolinea la parzialità dei media contro Jackson

Chandler Suicide Highlights Media Bias Against Jackson



4- Michael Jackson, persecuzione mediatica, processi in tribunale, morte e “resurrezione” di MJ nel mondo


5- MICHAEL JACKSON : UN'INGIUSTIZIA ESTREMA GLI HA ROVINATO PER SEMPRE IL SONNO

Michael Jackson: The Extreme Injustice and how it damaged his Sleep Ability



6- PROVE DI UN PERSEGUIMENTO VENDICATIVO NEL CASO DI JACKSON? 

Proof of Vindictive Prosecution in Jackson Case?    

13th June 2005



INNOCENT INNOCENT INNOCENT !!!!!!

Michael Jackson: INNOCENT 12th - June 13 2005- FOREVER







Pubblicato il 13 giu 2017

Michael Jackson was found not guilty of all 

charges related to the pedophilia trial. The story, born of the 

accusations of Gavin Arvizo, a 13-year-old cancer patient aided 

by the singer who cared for him, had a huge media impact and 

despite the fact that during the trial it turned out that the 

allegations were only the result of an attempt to extort, 

the media bring back the accusers version without ever 

providing a contradiction to the defense. 

Despite he was acquitted of all 14 charges, many were asked 

why the trial was conducted, as no evidence found to support 

the prosecution during the investigation. Michael Jackson 

himself said he was always convinced that there was a 

conspiracy against him."



G. Terranova - ItalNews.info



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"Michael Jackson fu riconosciuto non colpevole per tutti i 

capi di accusa legati al processo per pedofilia. La vicenda, nata 

dalle accuse di Gavin Arvizo, tredicenne malato di cancro 

aiutato dal cantante per le cure, ebbe un grande impatto 

mediatico e nonostante durante il processo si dimostrò che le 

accuse erano solo frutto di un tentativo di estorsione, i media 

non fecero altro che riportare la versione degli accusatori senza 

mai fornire un contraddittorio alla difesa. Nonostante fosse 

stato assolto da tutti i 14 capi d’accusa, molti si chiesero il 

perché dello svolgimento del processo, visto che durante le 

indagini non erano emerse prove a favore dell’accusa. Lo stesso 

Michael Jackson si è detto sempre convinto che ci fosse un 

complotto nei suoi confronti."