lunedì 23 giugno 2014

L'amore di Michael per gli animali e le donazioni segrete


Adriana dalla Danimarca ha accettato di condividere la sua storia qui sotto. Ha avuto l'opportunità di incontrare Michael e trascorrere del tempo insieme e di lavorare con lui in diverse occasioni.
In quel momento stava lavorando in un ricovero per animali. Michael amava i bambini così come gli animali e voleva aiutare in ogni modo possibile. Ha sempre fatto in modo che queste donazioni rimanessero segrete perché lo faceva di cuore e non per la pubblicità. Questa è la sua storia :
Era il 1996 o 1997, stavo lavorando in un ricovero per animali ( soprattutto per cani ) al di fuori di Londra. Ho lavorato lì fino al 2007. Una volta che Michael e i suoi compagni stavano lasciando l'albergo (erano nel garage dell'hotel), un piccolo cane si era nascosto sotto la macchina.
Michael, perché lui era così, non voleva che solo gli altri se ne occupassero, e quindi volle sapere dove avrebbero portato il cagnolino e che cosa sarebbe successo dopo. Un dipendente dell'hotel ci conosceva e ci ha contattato, ma non avevamo spazio per il cane. Tuttavia, si sono presentati con lui e l'ho tenuto a casa mia per qualche giorno.

Michael aveva saputo che non avevamo più posto e chiese il perché. Gli fu spiegato che semplicemente non c'era più spazio e non avevamo i soldi per l'ampliamento. Questa è stata la prima volta che ci ha dato del denaro.
Michael ha fatto in modo che avessimo i soldi per costruire ed espandere il rifugio per gli animali.
Era del parere che non era giusto che queste cose dipendessero esclusivamente dalle donazioni, pensava che anche lo Stato doveva contribuire economicamente a queste cause. In alcuni paesi ci sono tanti cani randagi, così come tanti bambini abbandonati e questo gli dispiaceva molto.

Un anno dopo la donazione, Michael volle venire a farci visita. Il fatto di arrivare lì inosservato sembrava una missione segreta da personale della Casa Bianca . Quando arrivò, sono stata la prima persona che ha incontrato, io ero sul pavimento con due cuccioli sulle mie ginocchia mentre mangiavano.
Lui non disse “ciao” o qualcosa del genere. ma si chinò e cominciò a parlare con loro, con quella voce ' stupida 'che spesso usiamo quando parliamo agli animali. Rimase così per parecchi minuti fino a quando alzò gli occhi, si scusò con me offrendomi la mano. Avevo ancora una bottiglia in una mano e un cucciolo nell'altra. Lui ridacchiò , li posai sul pavimento e ci salutammo.

Si alzò e volle dare un'occhiata in giro. Era terrorizzato per quanti cani avevamo lì, non così tanti gatti, a volte era pieno di felini, ma quasi sempre erano di più i cani. Commosso disse che avrebbe preferito portarseli tutti a casa sua.
Provava le stesse cose che provava chiunque visitasse il posto. Succedeva anche a me, è stato molto difficile lavorare lì e dopo tanti anni mi faceva ancora star male vedere quante persone facevano delle cose orribili ai loro animali..

Dopo aver fatto un giro e ricevuto spiegazioni di come funzionava il tutto, ci ha invitato a cena dove ha parlato del suo desiderio di fare una donazione ogni anno ma senza che si sapesse pubblicamente, e mi suggerì di occuparmene personalmente.

Quando ritornò a Londra, ci siamo incontrati di nuovo. Mi chiese se volevo andare a Neverland per trascorrervi qualche giorno. Potevo farmi accompagnare da un'amica e così ho fatto . Quelle due settimane sono state le migliori della mia vita. Non per Michael, ma per il posto. Non sono mai stata una fan di MJ, anche se avevo assistito a uno dei suoi concerti, ma non ero particolarmente interessata. Mi piaceva la sua musica, ma non tanto come una fan, però è stato eccitante essere con lui nella sua casa. E' davvero un posto meraviglioso.

Era così fiero del suo zoo che ci ha portato a fare un giro per vederlo tutto. Ci hanno permesso di cavalcare ogni volta che volevamo e potevamo muoverci liberamente intorno al ranch. Così ho potuto avvicinarmi a lui invece di assicurarmi soltanto che le donazioni arrivassero.
Non avevo la pretesa di diventare sua amica, ma penso che ci siamo avvicinati abbastanza per fargli sentire che poteva fidarsi di me, almeno un po'. Ho ancora qualche suo SMS.
Quando l'ho incontrato non avevo ancora un cellulare ed è stato solo negli anni successivi che ha cominciato a mandarmi sms. E' stata una delizia vedere i suoi tentativi di comporre un messaggio di testo o quando chiedeva a qualcuno ancora e ancora : "come faccio adesso? come faccio a fare un punto interrogativo. Come faccio a fare questo? ". E' stato divertente.

L'ultima donazione è stata molto sostanziosa, ancora facciamo molte cose con i soldi che ci ha dato e speriamo di poter continuare a farlo per molto tempo se non accade nulla di inatteso. Quando venne a farci visita per la seconda volta eravamo nella zona esterna dedicata ai cani.
E' un luogo recintato ed enorme situato dietro la nostra casa con alberi e cose così . Un luogo ideale per i cani dove potevano muoversi liberamente. Avevamo un cane molto giocherellone e che a volte cominciava a correre come un pazzo.
Era spassoso e ci faceva ridere.... come è accaduto a Michael, non riusciva a smettere di ridere e quando guardava qualcuno di noi rideva ancora di più.
Non riusciva a stare fermo e, ad un certo punto, si piegò in avanti con la testa sbattendo contro lo spigolo di una panca che era lì . Prima disse: " Ouch! " ma poi rise e anche noi cominciammo a ridere per quel “incidente”.
Il giorno dopo, gli faceva male la pancia per le troppe risate. Michael aveva un piccolo bernoccolo sulla fronte e abbiamo ricordato quel particolare quando ci siamo incontrati di nuovo. Lui mi disse soltanto : "A volte la risata è pericolosa . "

Non posso scegliere un momento particolare da raccontare.. sono tante le piccole e divertenti cose che sono successe che non è facile sceglierne uno.
Adriana