sabato 7 giugno 2014

The Man In The Mirror: un articolo su quello che Michael Jackson significa per voi - Syl Mortilla

di Syl Mortilla
A seguito della performance di Earth Song ai Brits del '96, il collega e umanitario ,Sir Bob Geldof, introdusse Michael Jackson sul ​​palco, in modo che potesse ricevere l'award "Unico Artista nel suo genere", di una generazione (" ... come , una generazione? almeno tre come minimo "). Usò queste parole:

" ... La persona più famosa del pianeta, Dio lo aiuti ... Quando Michael Jackson canta , lo fa con la voce degli angeli. E quando i suoi piedi si muovono, si può vedere danzare Dio ... "

L'ubiquità e l'intensità degli imbarazzanti ed evidenti sforzi dell'Estate di Michael Jackson nel trasformarlo in una caricatura usa e getta, si sono mostrate recentemente, ancora una volta ,nella forma di un fantoccio digitale omogeneizzato e programmato , pronto ad esibirsi ai Billboard Awards di quest'anno. Per creare questo, hanno utilizzato , ancora una volta,un sosia tristemente scadente (qualcuno piuttosto impropriamente chiamato, Earnest Valentino). Così, hanno palesemente continuato ad evidenziare un'arroganza audace nel non possedere il ben che minimo remoto scrupolo nell' impiegare i servizi di un impostore, nel tentativo di replicare Dio dotato, in buona fede, di un talento da leggenda. Tutto - naturalmente - come parte di una ricerca ,cinica e superficiale, di riuscire ad ottenere con poca spesa, un ottimo guadagno. Sam Phillips - titolare della prima etichetta di Elvis ', la Sun Records - disse una frase rimasta famosa "... se potessi trovare un ragazzo bianco che sa cantare come un uomo di colore farei un milione di dollari. " Questo sembra essere il mantra prevalente dell' Estate di Michael Jackson, che ha intenzione di utilizzare l'ologramma - la ' faccia', che ricorda notevolmente il materiale illustrativo utilizzato nell'Immortal Tour . Fottere la verità,l'etica, la moralità ed il principio.

Nel 2006, Access Hollywood condusse l'ultima intervista televisiva di Michael. Fu fatta in Irlanda durante il periodo forzatamente da nomade, in seguito al processo del 2005 e della distruzione della sua casa, Neverland. Durante questa intervista, Michael dimostra la sua tipica umiltà, ma anche osservazioni sulla sua meticolosa attenzione al dettaglio per quanto riguarda la sua musica: come mettesse ogni suono sotto al 'microscopio'. C'è un montaggio ,su YouTube che dimostra, la notevole capacità di Michael di fare il beatboxing: come riusciva a sintetizzare senza sforzo, respiro e impulso( suono) in un'esperienza musicale sublime. Michael era un genio. Non era un burattino. C'è anche un altro momento, nell'intervista di Access Hollywood, in cui l'intervistatore , deduce che Justin Timberlake è l'artista musicale contemporaneo più popolare e responsabile di continuare la sua eredità. Michael ribatte subito che non dobbiamo dimenticare di includere l'artista nero, Usher, sulla lista. Michael era un attivista. Non era un burattino.

La turbolenza e la brutalità del mondo e dei suoi imperi mediatici , pregiudizievoli nei suo confronti, ha fatto si che Neverland diventasse il luogo dove Michael aveva cercato rifugio,anche se questo non vuol dire che Michael evitasse il conflitto - aveva certamente il coraggio di affrontarlo (c'è anche una versione della canzone Money in cui Michael chiama Rupert Murdoch imperatore della stampa). Tanto che, a causa del suo essere percepito come una minaccia, lo crocifissero: Michael allude a qualcosa su questo argomento nella canzone, Tabloid Junkie. Il sogno di Michael era " trasformare le spade in vomeri " - un concetto vecchio come il tempo, ma perennemente respinto dai governi avidi e spaventevoli del Globo.

In risposta ,nel tentativo di riprendersi la sua libertà, Michael aveva scelto, come tema principale della sua campagna per l'album HIStory, i paesi comunisti della recente Europa orientale. Scelse di promuovere la libertà attraverso la rappresentazione del suo rigido individualismo - già radicato in quei paesi trinceati nell'essere un tutt'uno come popolo,rispetto ai loro governi, unita all'ironia insita nel suo singolare aspetto fisico, quale omogeinizzazione di tante differenze culturali. Michael ci implorò di " armonizzare in tutto il mondo ". La sua filosofia per una società di successo, sembrava essere la celebrazione dell'individualità personale, allo scopo di rendere ogni individuo il potenziale di ogni suo simile: l'accettazione della libertà individuale, senza freni,come fondamento del tessuto sociale, in modo che la società trovi il suo riflesso nell'individualità di ognuno. Michael era un rivoluzionario. Non era un burattino.

Cosa vogliamo che diventi la fama di Michael? Qual è la nostra responsabilità come fans? Come esseri umani? E' quella di promuovere, senza riflettere, la marcata tendenza della sua Estate a fare soldi su di lui? O è di arricchire la sua reputazione e la sua memoria attraverso la promulgazione come Leader politico consapevole e pacifista? Uno la cui missione è stata prematuramente interrotta dagli stessi ideali nefasti che motivano quelle persone ,ora, a fare milioni nel suo nome? Vogliamo vederlo immortalato, come una caricatura della cultura pop del XX secolo e del capitalismo? O come un talismano per la pace, la speranza e l'accettazione reciproca? In breve: vogliamo cartonificarlo o beatificarlo?

Le azioni dell' Estate di Michael Jackson non fanno che forzare la mano, a quelli di noi che si preoccupano per la vera eredità del nostro eroe. Dobbiamo contrastarle con uguale forza. Per quanto cartonifichino Michael, la nostra reazione deve essere quella di esaltarlo ulteriormente: insistendo nell'insultarlo non fanno che fortificare il suo martirio. Michael era un totem; un passaggio per il Divino. Ha compreso il valore del sacrificio come aspirazione. Si è sacrificato volontariamente. Ha percorso il pianeta dell'uomo malato, liberando la sua reputazione da accuse diffamatorie, mentre e allo stesso tempo promuoveva il suo messaggio di pace; e non solo, è morto tentando di fare la stessa cosa; inoltre ,in tutta la sua vita da adulto, ha usato l'abisso lasciato da un'infanzia saccheggiata per costruire uno specchio per l'umanità. Ci ha dato l'opportunità di rifletterci in lui: era The Man in The Mirror.

Ora. Chi vedi ? Io vedo Dio che balla.

TESTO ORIGINALE:
The Mirror In The Man: An Article On What Michael Jackson Means To You by Syl Mortilla