mercoledì 10 settembre 2014

Harrison Funk: Il fotografo personale di Michael Jackson ricorda come si sono incontrati


Harrison Funk ricorda di essere rimasto affascinato dagli occhi di Michael Jackson. "Michael aveva gli occhi più belli che io abbia mai fotografato," mi ha detto di recente. "Erano grandi. Erano espressivi. Erano profondi. Non intendo in senso fisico. Era un'immagine della sua anima. Penso che Michael, sapeva ciò che voleva trasmettere in ogni foto. Anche quando era del tutto naturale era in grado di trasmettere un messaggio alla fotocamera".

Funk ha iniziato a fotografare Michael nei primi anni 1980 e continuò ad intermittenza fino alla sua morte cinque anni fa, il 25 giugno 2009. Funk era poco più che ventenne quando fece il suo primo scatto a Michael, prima che il cantante lanciasse la sua carriera solista. Funk era stato invitato ad una festa al Tavern on the Green di New York City, e si ritrovò a scattare fotografie di Michael e il resto della famiglia Jackson nel backstage. Poco dopo, Funk ricevette una telefonata dal pubblicista di Michael, invitandolo a Los Angeles. Senza la promessa di un lavoro o anche di un rimborso, Funk prese l'aereo.

Egli ricorda il giorno in cui lui e Michael ebbero un contatto - un vero e proprio contatto - per la prima volta. I figli di Tito Jackson stavano giocando in una partita di softball, e mentre un paio di fratelli stavano fuori in disparte, Michael era seduto da solo in una macchina parcheggiata in fondo all'isolato. Quando vide andargli incontro Funk, Michael gli disse di entrare e i due rimasero seduti a parlare di "ogni cosa nel mondo, e del baseball."

(Foto di MJ che si esibisce - Commento)
"Michael era solito fare qualcosa quando voleva l'attenzione della telecamera. Metteva in pratica le sue mosse. Come quando faceva 'hee hee', e allora potevo dire che era il momento di prendere la mia macchina fotografica e scattare."
Funk ha seguito la carriera di Jackson, a partire dal Victory Tour dei Jacksons nel 1984 e il primo tour solista di Michael, Bad (1987-1989). "Mi ha insegnato tanto sull'osservazione, sul vedere l'attimo e catturare il momento", ha detto Funk. "Mi ha insegnato tanto circa la perfezione e Michael era un perfezionista. Voleva che tutto fosse così, anche quando era spontaneo, era proprio così. Era parte del suo splendore, la capacità di far sì che questo accadesse senza alcuno sforzo ".

Disponibilità e fiducia sono fondamentali per rendere le immagini documentarie, soprattutto con le celebrità consapevoli di pubblicità. "Ero solo me stesso", ha detto Funk. "Non c'era nessuna pretesa. Io sono quello che sono. Ero aperto, e sapevano che nessuna immagine avrebbe lasciato le mie mani senza approvazione. E si arrivò al punto, a metà del tour, che ero in grado di approvare le immagini. Mi hanno dato fiducia. "

Funk ricorda vividamente il giorno in cui ha fotografato Jesse Jackson e Michael Jackson. Jesse correva per la presidenza, e lui stava progettando di partecipare ad un convegno NAACP vicino a un luogo in cui Michael si sarebbe esibito. Il candidato chiese un incontro con la pop star per parlare di come la pop star avesse pochi lavoratori neri nel suo staff.
Funk e il fotografo personale di Jesse Jackson, Bruce Talamone, stavano seduti sul pavimento a riprendere mentre i due Jacksons parlavano, quando improvvisamente Jesse si volta e respinge il suo fotografo. "'Va bene, basta foto".. Michael si gira verso di me e dice, 'Harrison, resta'." Rivolgendosi a Jesse, Michael ha detto, "Il mio fotografo riprende tutto."

I musicisti hanno iniziato a limitare l'accesso ai fotografi negli anni '80, ricorda Funk. "Non volevano essere fotografati a sniffare un chilo di coca." Ma Michael Jackson e la sua famiglia erano diversi, e per loro, Funk era un amico. Lo accolsero nel tour e nelle loro vite.

"Gli piaceva fare scherzi, e gli piaceva divertirsi. Era un bambinone. C'era una battaglia col cibo ed io avevo portato un secchio di gamberi... dopo lo hanno versato tutto addosso a me ", ha detto Funk.

Questa settimana, a Los Angeles, è la settimana di Michael, Funk ha detto, e ha documentato la folla che si è raccolta e che considerava Michael Jackson un profeta. Funk piange ancora il suo amico, ma in silenzio, lontano dai fan che si riuniscono per rendergli omaggio.