domenica 21 settembre 2014

COSA C'È DIETRO AL VIDEO DI GHOSTS? Parte Seconda by B. Kaufmann

PARTE II - Ghosts
L'occhio di chi guarda è un concetto e una distinzione importante quando si interagisce con le opere d'arte.
Ghosts di Michael Jackson non è diverso da ogni altro lavoro del signor Jackson. Ti viene incontro in sezioni. Su molti livelli.
Il genio di Michael è nella stratificazione della parabola e nel suo uso, semiotico e subliminale per evocare una dissonanza a livello profondo, mentre diverte in superficie.
Michael Jackson sapeva cosa stava facendo o questo è stato un lavoro ispirato? Sì. Michael Jackson ha scritto Ghosts con Stephen King e l'ha pubblicato lui stesso al Festival di Cannes. Che cosa succede nel processo creativo delle grandi menti? George Lucas sapeva quello che stava facendo e dicendo con Guerre Stellari? E’ stato un lavoro ispirato? Steven Spielberg sapeva quello che stava facendo con “Incontri ravvicinati del terzo tipo”? Con “ET”? James Cameron sapeva quello che stava dicendo con Avatar?

Ha detto qualcosa ad alta voce senza dirlo? Il loro lavoro era ispirato? Quando lo hanno saputo? L’evolversi della conoscenza ? E poi il lavoro si è sviluppato? E per quanto riguarda l'occhio di chi guarda? Qualche evoluzione lì? Sappiamo cosa conosciamo? Siamo il conoscitore, la conoscenza e il conosciuto?

La mia esperienza nell’analisi di Michael Jackson, svela un pensatore profondo e metodico. Qualcuno che era colto, uno studioso di letteratura, di arte e di vita, in tutte le loro manifestazioni e complessità. Le mie scoperte ed i risultati coerenti della sua intensità e la tendenza al perfezionismo, mi portano a credere che Michael non ha mai fatto nulla senza pensare. L'uomo sapeva esattamente cosa stava facendo. Era qualcuno che aveva scoperto il suo ruolo, lo aveva accettato e preso sul serio.
Michael aveva molte maschere e diversi travestimenti. Ma chi è questo enigma? Chi è quest'uomo? Conosci il suo lavoro, conosci l'uomo. Era ispirato nel lavoro? Oh sì. Sapeva? Sì. Come faceva a sapere? Appena detto. Un canale aperto, una volta che l'origine del segnale è conosciuta, non si mette più in discussione la frequenza o la trasmissione.
Ho detto che Michael Jackson non solo era l'uomo nello specchio, lui era lo specchio. Lo specchio del mondo. Conosceva lo specchio, sia uno specchio che lo specchio. Ciò che vedi, il mondo come...i colori di quel mondo. Questo è il concetto dello specchio, lo specchio della coscienza. Lo specchio riflette solo ciò che è presentato.
Ciò che vedi o come lo vedi, si basa sulla propria esperienza. Se sono cresciuta in un paese isolato del terzo mondo, dove la sopravvivenza quotidiana è un problema, se da un dittatore fuori controllo, che da una pulizia etnica, da una manovra politica, da oppressive credenze religiose, dall'intolleranza razziale, tormentata da condizioni malsane, dalla fame potenziale o da una serie di altre minacce in corso, sto per vedere il mondo come un luogo ostile.
Tutte le mie interazioni con la realtà stanno per essere basate sulla trepidazione, sulla sopravvivenza e sulla paura. Vedrò come una (persona) che è spaventata. Ghosts dà un'altra occhiata al personaggio di “Amos 'n Andy” (commedia incentrata sulle disavventure di un gruppo di afroamericani nel quartiere di Harlem, ndt) che balbetta e dice: "Ch..ch..che non è un buon segno!"

Se sono cresciuta in una famiglia aristocratica dove ogni cosa è più che sufficiente nella mia vita, vivo in una proprietà in una verde e incontaminata campagna, e ho i soldi per acquisire la migliore istruzione possibile, sto per vedere il mondo da un luogo di abbondanza e di appagamento. Quindi il mio mondo sarà un mondo di abbondanza. Cercate i personaggi che rappresentano il privilegio in Ghosts.

Se sono cresciuta in una via di mezzo, sto andando a conoscere il mondo "a volte". A volte il mondo è un luogo accogliente e a volte non lo è. Conoscerò entrambi i poli; capirò gli opposti, le contraddizioni o le incoerenze. Ci sono personaggi in Ghosts che possono comodamente avere poli opposti o che possono comodamente oscillare da uno all'altro?.

Con ciascuno di questi ci sarà una filosofia esistenziale che forma e determina la mia visione del mondo. Il mondo sarà colorato secondo la lente con la quale sto cercando di guardare. Il mondo è amichevole o ostile? Mi sento sicura o sono perennemente ipervigilante perché il mio mondo è un mondo di costante minaccia e di pericolo? E quali sono le mie aspettative del mondo in uno di questi punti di vista? Vorresti dire che probabilmente mi aspetto di più dallo stesso? 
Se il conflitto è tutto quello che conosco...se la paura è tutto quello che conosco...se la guerra è tutto quello che conosco...come faccio ad abituarmi a questo mondo, a questa vita?.

E inoltre, devo sviluppare una sensazione nella mia mente mentre sto vivendo alla giornata in quel luogo? Che cosa succede se io sono abbastanza contenta, soddisfatta della mia situazione, sicura delle mie capacità?
Che atmosfera irradierò poi? E se sono una dei non abbienti, come mi sentirò verso chi vive uno stile di vita opulento e privilegiato?
Cosa devo fare se sono orientata spiritualmente e vedo tutto come parte di una magnifica creazione, se è etichettato dalle emozioni umane o dagli standard come "buono" o "cattivo"?
Cosa devo fare se so di essere un figlio di Dio, un pezzo di quel magnifico creatore e di questa stupenda creazione?
Che cosa succede se sono perennemente riconoscente per i doni che Dio mi ha dato, per la bellezza insita nel mondo, l'amore della famiglia e degli amici, e anche per la vita che mi dà un’educazione dalle lezioni apprese dolorose o no?
Che tipo di atmosfera viene creata da un atteggiamento di gratitudine? Cerca uno riconoscente che non giudica in Ghosts, è quello l’individuo che ha paura?

Quello che faccio con la mia vita e dove ho scelto di trascorrerla, la mia mente determina anche come guardo il mondo e come il mondo reagisce a me. Se io sono una detective della omicidi e lo faccio per lunghe ore e basta, pensi che influirebbe sul mio atteggiamento mentale? Dovrei vivere in un mondo in cui vive il sospetto?
Quanto tempo dovrei trascorrere lì? Se sono un’artista, un pianista di un'orchestra nazionale, come potrei vedere il mondo? Se sono una broker di Wall Street, il mio mondo è colorato dal denaro? Se sono una barbona, posso vivere in un mondo pieno di speranza? Se sono un agente della libertà vigilata, una guardia carceraria, un avvocato penalista, un cacciatore di taglie, cosa proverei in generale sulle persone? Se sono un dittatore e devo mantenere la mia popolazione in riga e obbediente, come mi comporterò sulla scena mondiale? Ci sono dei piccoli dittatori che controllano con poche aree proibite?

Cosa facciamo con le nostre vite, con il nostro tempo e con le nostre menti che colorano la nostra realtà? E se sì, quale sensazione vive in noi e poi quale atmosfera proiettiamo al mondo?

Alcuni insegnanti spirituali suggeriscono che il mondo e le interazioni delle gente possono essere riassunti in due posizioni: l’amore o la paura. O proveniamo da un luogo di amore oppure da un luogo di paura. Quando uno viene dall'amore come premessa, il mondo appare ricco, amichevole, ha una bellezza intrinseca e ogni cosa sta per diventare qualcosa di bello.
Quando uno viene da un orientamento di paura o di mancanza di amore, il mondo è minaccioso, le persone sono pericolose, le risorse sono scarse, non lasciandone abbastanza per me e io non sono sufficientemente all’altezza per creare la mia ricchezza o il mio futuro. Che mi fa sentire impotente. Devo poi competere con gli altri, sentirsi inferiore, lottare per quello che voglio fare o per quello in cui credo di avere diritto o necessità, il bisogno di intimidire gli altri per mantenere la mia illusione di avere il potere, la necessità di trovare quelli inferiori a me, al fine di elevare me stessa ai miei occhi, la gente che ti giudica come buono o cattivo, indicare un nemico per sentirsi superiori, e vivere nelle emozioni più vili come l'odio, la gelosia, l'invidia. Quale sensazione diffonderò allora?
Uno specchio non può che riflettere quello che c'è. Così chi è il maligno? Chi è il santo? Chi è il peccatore? Chi è l'angelo? Chi è il salvatore? Chi è il buon samaritano? Chi è il diavolo? Chi è l’umanitario? Chi è il guerrafondaio ? Chi è il genio? Chi è il figlio di Dio (qualunque Dio tu percepisca?) Chi è il bastardo? Chi è il maledetto? Chi è l’unico brillante? Chi è il “conoscitore” ?

Dove sono? Come fai a trovarli? Oppure ti trovano loro? Come fai a sapere chi è questo ?
E se le contraddizioni e le incoerenze fanno parte della vita di ognuno, come si fa a convincerli a stare fermi abbastanza per etichettarli?
Come fai a "inchiodare la gelatina alla parete"? (espressione coniata dal presidente Theodore Roosevelt nel 1912, si riferiva ad un mancato accordo con la Colombia, significa chiaramente un’impresa impossibile, ndt).
"Il sole splenderà mai negli occhi di un cieco quando piange?" (da Cry, ndt)
TRADUZIONE A CURA DI "Niki64.mjj" 

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