martedì 28 ottobre 2014

La dura verità su Michael Jackson..

Un argomento quantomeno difficile. Una star controversa, un’esposizione mediatica infinita e durata fino al suo ultimo respiro. Qual è la verità su Michael Jackson?



In molti hanno scritto su Michael Jackson fiumi di parole descrivendone le stranezze comportamentali, i vizi, le follie, i guai giudiziari, fortune dilapidate e figli “in provetta”. Altri hanno provato ad analizzarne il genio artistico, altri ancora hanno capitalizzato il tutto sfruttandone l’immagine in migliaia di modi differenti.

Il mio interesse per Michael Jackson nasce nel lontano 1984 quando ancora bambino mi imbatto nei suoi occhi “gialli” durante la trasformazione in mostro nel video di “Thriller”. Mi spaventai a morte. La scintilla però era scoccata. Ero davvero scioccato ( avevo poco più di 5 anni ) ma non smettevo di parlare di lui. Mia sorella maggiore mi aiutò a comprendere meglio facendomi ascoltare l’album in questione. Capolavoro. Ascolto tutt’oggi quelle canzoni con lo stesso stupore ed interesse. Quello era l’inizio e mai mi sarei immaginato in quei giorni la DURA VERITA’ SU MICHAEL JACKSON.

Chiaramente lo seguii durante la sua lunga e strabiliante carriera. Il suo autografo è ancora oggi uno dei “pezzi” che maggiormente desidero. Nello stesso tempo ho iniziato ad interessarmi alla sua vita. Alla sua vera vita. Per fare questo ho preso alcune precauzioni. Decisi che se avessi iniziato non mi sarei dovuto fermare a leggere una biografia ma molte, comprese l’autobiografia e le interviste più scomode. La “verità” sarebbero stati i punti in comune fra TUTTE le fonti. Se vi scrivo è perché negli ultimi 5 anni penso di aver letto e visto tutto il materiale possibile su Michael Jackson ( comprese le analisi sui suoi autografi ). Se siete interessati vi consiglio qualche libro:
- Man in the music. La vita creativa di Michael Jackson
- Il libro che Michael Jackson avrebbe voluto farti leggere
- Moonwalk
- Michael Jackson – Una Morte Poco Chiara
- Michael Jackson. A visual documentary 1958-2009. Biografia completa del re del pop
- M: Vita, morte, segreti e leggenda del Re del Pop

L’ultimo dell’elenco è il mio preferito. Una chiara esposizione dell’impossibile vita di Michael Jackson. Il termine “impossibile” non l’ho usato a caso. La dura verità su Michael Jackson è racchiusa tutta in un episodio:

Il 6 Marzo del 2001 Michael Jackson ebbe l’opportunità di tenere un discorso alla Oxford Union Society. Il suo intervento iniziò con una frase che segna chiaramente i confini psicologici di questa persona. ” Tutti siamo il prodotto della nostra infanzia, ma io sono il prodotto di un’infanzia mancata”. Poverino penseremo tutti leggendo queste parole. In realtà questa dichiarazione è falsa. 
Michael ebbe un’infanzia ma non l’infanzia che aveva sognato per lui. Il rinnegare la realtà , il distacco dal presente ed un rifiuto costante della verità saranno il suo incubo peggiore, lo segneranno indelebilmente per sempre.
Facendone anche la sua fortuna ( musicalmente parlando ) perché questa discrepanza non rimarginabile tra la sua vita e la vita che desiderava per se stesso, il divario tra ciò che sognava e ciò che invece possedeva erano la fonte della sua creatività.

Michael creò un mondo nel quale rifugiarsi nel tentativo estremo di ingannarsi. Iniziò immediatamente ( appena guadagnate le prime somme ingenti ) dopo il successo del primo album costruendo una specie di rozzo zoo nel giardino di casa ed una ricostruzione di Disneyland nel retro del palazzo ( c’era anche un negozio di dolciumi ) fino ad arrivare all’esagerazione di Neverland. Ci stiamo avvicinando alla grande verità su Michael Jackson.

Il bambino dentro Michael poteva vivere la sua infanzia all’interno di queste mura ma tra lui e la felicità vi era un grande ostacolo: I SOLDI. Il denaro è ciò che ha disintegrato ogni tentativo di Michael di ritagliare qualcosa di umano nella sua esistenza. Fino dall’età di 5 anni Michael viveva su di un palco a causa di un padre sciagurato che in lui aveva visto la possibilità di guadagnare una montagna di quattrini.
A sei anni Michael si esibiva nei Night Club tra uno spogliarello ed un altro, a quasi dieci veniva frustato dallo stesso padre se durante gli “allenamenti” non eseguiva correttamente i passi di danza, a dodici sveniva o vomitava se solo Joe Jackson (Joseph il padre premuroso ) entrava nella sua stanza…

Migliaia di episodi come questo. Michael era il BANCOMAT di famiglia da sempre. Anche da adulto e durante il suo apice come artista tutto ciò continuava. Michael si chiudeva nell’armadio di casa per nascondersi dai familiari mentre i suoi collaboratori informavano la madre che lui non era in casa.
Più di una volta ( specialmente prima del suo concerto evento al Madison per i trenta anni di carriera ) il giorno prima di un’esibizione facevano sapere a Michael che non si sarebbero presentati se lui non li avesse pagati di più….

Tre mesi prima della sua morte poco prima che Michael firmasse il contratto che lo impegnava a dieci concerti a Londra alla O2 Arena ( diventati poi oltre cinquanta in un mese di prevendita per “This is it” ), la madre Katherine inizia ad organizzare un concerto reunion per i Jacksons per il quale lei riceverebbe un copioso compenso. "This Is It" è davvero l’ultimo atto del tentativo di un gruppo di persone di lucrare su Michael Jackson.
Tutta la sua vita fu semplicemente inimmaginabile ma leggendo tra le righe dei suoi ultimi mesi di vita…a nessuno interessava chi fosse Michael, come stesse fisicamente o che cosa facesse ma più di una persona si era anche auto-dichiarata suo manager, rappresentante o avvocato.
In altre situazioni Michael forse non è stato solo vittima ma anche carnefice ( le accuse di molestie su minori ) ma l’immagine di questo bambino usato come bancomat dai genitori tra l’invidia dei fratelli ( che tutti in gruppo non possedevano un ottavo del suo talento ) con l’onnipresenza della TV e della stampa mi fa davvero riflettere. Da padre, mi apre alla considerazione che forse ciò che chiediamo ai nostri figli non è poi sempre giusto e che se tra la scuola, il calcio ed il corso di inglese e chitarra li lasciassimo anche essere solo un po’ bambini forse sarebbe meglio per tutti.

Questa è la dura verità su Michael Jackson: è stato il bambino che ha voluto suo padre e non il bambino che avrebbe voluto essere.

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