sabato 4 ottobre 2014

La strage di un innocente : Michael Jackson tra strazio e verità

30 Giugno 2009
Non vogliamo certo farne un idolo, ci mancherebbe, lo è già agli occhi di milioni di fans sparsi per il globo.
Ma la storia di Michael Jackson qualcosa sconvolge nella nostra vita quotidiana, ammettiamolo.
Le verità che, ora dopo ora, affiorano sulla sua vita, sui suoi misteri, sulla sua morte, rendono insonni le notti dei suoi detrattori, e lasciano commossi i suoi fans.

Prima di tutto quella verità circa la sua innocenza in quel processo che segnò il declino della sua carriera : gela il sangue non tanto scoprire la confessione del giovane Jordan Chandler, il bambino che lo accusò di molestie sessuali, che ha ammesso di aver mentito sotto la pressione del padre che aveva ben calcolato di arricchirsi, quando il fatto che quasi nessun media ha ripreso e dato la giusta visibilità alla notizia.
Quasi che ci si vergogni ad ammettere di aver sbagliato, che fu tutta una vile montatura , che il processo mediatico, devastante, al quale fu sottoposto Michael sia ormai una sentenza irriscrivibile, una sentenza che condannò Jackson prima ancora di capire se chi lo accusava dicesse la verità.
E dunque non desta stupore se oggi affiorano dubbi circa la sua paternità, se qualcuno semina il sospetto che i suoi figli fossero addirittura figli di un boss, e non figli suoi naturali.

E le circostanze della sua morte : apparentemente e illogicamente strana, ma “annunciata”.
Quel concerto provato due giorni prima come ai tempi migliori, e lo strazio di un autopsia, che non è solo quella fisica, ma è quella che adesso si fa della sua vita.

E non parliamo di fatti umanamente accettabili : come le lotte per il patrimonio, per l’affidamento dei figli, o l’abile astuzia dell’AEG Live di mettere i fans di fronte a una scelta : avere il rimborso del biglietto per i concerti londinesi oppure conservare il biglietto che avrà un valore storico.

Non parliamo di fatti inaccettabili umanamente : come quella testimonianza dell’ex-bambino che lo accusava di molestie sessuali e che oggi scopriamo essere stata una menzogna.
Quei media che tacciono, che oscurano la notizia che lo riscatta, ma incidono con il bisturi dell’indiscrezione sulla sua reale o meno paternità biologica dei suoi figli.

E’ semplicemente il mondo vorticoso, epilettico, sgargiante, ipocrita e ripugnante che gira intorno alle star dello spettacolo, oppure un trattamento riservato a Michael Jackson, vittima di un sistema mediatico che è figlia di un mercimonio della notizia al servizio dei grandi produttori ed editori?
Forse non lo sapremo e capiremo mai.

Poco importa ai media se Michael Jackson fu calunniato da qualcuno che oggi, solo oggi ammette di aver spudoratamente mentito, ma non per ridargli dignità, no, per sentirsi la coscienza a posto mentre gode di quei 22 milioni di dollari ricevuti in patteggiamento.
Ma se la sua coscienza fa quadrato con la sua confessione, quante coscienze, non ammettendo di essersi sbagliati, di aver taciuto uno sprazzo di verità che può ridare la dignità di uomo a qualcuno a cui era stata rapinata , dormiranno tranquille?

E’ lo strazio dell’innocente : certo il mestiere di giornalista è difficile, ma qualche volta bisogna pur inchinarsi davanti alla verità e lottare perché essa riaffiori e restituisca la dignità all’uomo Jackson.