venerdì 3 ottobre 2014

Michael Jackson: Re del Pop e degli Imprenditori - Jeanette Mulvey



24 Gennaio 2012
Quando la famiglia di Michael Jackson e i fan si riuniranno nel piazzale del Teatro Cinese Grauman di Hollywood questa settimana e useranno le sue scarpe per creare le impronte nel cemento, sarà l'eredità del Re del Pop come icona della musica al centro dell'attenzione.

La musica, tuttavia, non era solo il talento di Jackson. Era un imprenditore acuto e raffinato che conosceva il suo pubblico e che, fino alla sua morte nel 2009, stava costantemente cercando di migliorare il suo prodotto e perfezionare il suo marchio.
Lo scrittore di musica e insegnante dell'Università di Rochester, Joe Vogel, autore del nuovo libro "Man in the Music: La vita creativa e il lavoro di Michael Jackson" (Sterling, 2011), dice che l'evoluzione di Jackson come artista e persona è andata oltre il suo talento di musicista.

In un'intervista esclusiva con BusinessNewsDaily, Vogel parla dell'eredità di Jackson come intrattenitore, uomo d'affari e innovatore, e quali lezioni ha offerto a tutti noi.

BusinessNewsDaily: Michael Jackson è stato chiaramente più che talentuoso e più che semplicemente fortunato. Deve aver avuto qualche altra qualità - una dote da imprenditore - che lo ha aiutato sulla sua strada per diventare il Re del Pop. Puoi descriverle?
Joe Vogel: Una delle più grandi doti di Michael Jackson era la sua capacità di concepire qualcosa nella sua mente - qualcosa di audace, diverso e innovativo - e poi avere la forza di volontà e l'etica del lavoro per realizzarla. Sfidava costantemente se stesso e chi gli stava intorno per spingersi oltre l'ordinario. Spesso i suoi amici e collaboratori leggevano "Il gabbiano Jonathan Livingston", una favola sul rifiuto di conformarsi e l'aspirazione all'eccellenza. Vedi, anche con i suoi concerti "This Is It" all'età di 50 anni non avrebbe accettato la mediocrità. Voleva che lo show fosse diverso da qualsiasi cosa la gente avesse sperimentato prima.

BND: Pensi che la sua decisione di reinventare continuamente se stesso fosse consapevole, nel tentativo di diventare sempre qualcosa di nuovo ed eccitante per il suo pubblico, o pensi che si sia naturalmente evoluta con l'età?
JV: Michael Jackson aveva capito che l'immobilità per un artista era la morte. Odiava l'idea di limitarsi a ripetere formule, perciò si trasformava costantemente, reinventando la sua immagine e lo stile e il suono, alimentando le aspettative e il desiderio di novità delle persone.

Ma ci sono anche continuità nella sua immagine/personaggio: certi simboli, marchi e qualità. Lui è forse l'unico artista che può essere rappresentato in 5-10 diverse pose di profilo e la gente sa esattamente chi è. Era molto cauto circa le sue scelte. Una cosa che ha sempre temuto era la sovraesposizione. Sapeva che l'aura magica associata a lui e l'emozione potevano essere mantenute solo nascondendosi al suo pubblico. Così, ad esempio, non avrebbe mai fatto un intero circuito di spettacoli televisivi e interviste per promuovere un album nel modo in cui fanno la maggior parte degli artisti di oggi. Avrebbe fatto uno show, e la sua campagna pubblicitaria sarebbe stata incredibile.

BND: Come pensi che avrebbe descritto il marchio "Michael Jackson"? Che cosa stava cercando di vendere?
JV: Credo che Michael fosse un po' come Steve Jobs, in quanto ogni nuovo prodotto - che fosse un album o un video o un singolo - era un evento. C'era ogni genere di pubblicità martellante e trepidazione. Così il marchio era questa eccitazione, perché sapevi che qualsiasi cosa stesse per pubblicare sarebbe stata all'avanguardia, unica e di altissima qualità.

BND: Prendeva delle buone decisioni finanziarie? Quali sono state le migliori e le peggiori?
JV: Michael ha preso delle decisioni finanziarie molto buone per i primi 10-15 anni della sua carriera adulta, e molto brutte nei suoi ultimi 10-15 anni. La sua decisione più intelligente è stata non solo di aver mantenuto i diritti per le sue registrazioni master (prima di lui, c'è stata una lunga storia di sfruttamento nel settore della musica, in particolare di artisti afro-americani), ma anche di aver attivamente acquisito i diritti di pubblicazione di altri, compreso il catalogo dei Beatles.

Le sue decisioni peggiori sono arrivate quando aveva un sacco di soldi e non molta coerenza o attenzione. Il suo management, a partire dagli anni '90, è diventato come una porta girevole. Lui è diventato vulnerabile alle estorsioni, allo sfruttamento e alle spese eccessive perché non aveva più un team di fiducia, vigile e scrupoloso intorno a lui.

BND: Che cosa potrebbe imparare da Michael Jackson un uomo d'affari o un imprenditore?
JV: Penso che la cosa principale che un uomo d'affari o un imprenditore potrebbe imparare da Michael Jackson è che fare qualcosa di grande richiede sia l'idea che il lavoro. Michael si avvicinava a ogni nuovo progetto con passione infinita, e quell'energia era contagiosa per i suoi collaboratori. Ma ciò che impressionava veramente coloro che hanno lavorato con lui era che poteva portare a compimento le sue idee. Sognava in grande e poi lavorava instancabilmente fino a che il suo sogno non prendeva vita. 
Traduzione 4everMJJ MJFS

ORIGINAL TEXT
Michael Jackson: King of Pop and Entrepreneurs