sabato 6 dicembre 2014

Michael Jackson: nero o bianco? 2010


Michael Jackson (Gary Indiana, 29 Agosto 1958) l’icona pop degli anni 80 e 90, circondato sempre da un alone di mistero è stato ed è tutt’ora l’artista più discusso e acclamato del secolo. Sempre nel ciclone dei pettegolezzi è diventato la punta di diamante per gossip e scoop da quando il colore della sua pelle appariva sempre più chiara rispetto al colore ricordato da tutti in Thriller 1982 (l’album più venduto della storia). “Si è schiarito la pelle, ha fatto innesti di pelle bianca, ha usato creme schiarenti”, si è detto di tutto, ma mai la verità. Esperti e non solo hanno ammesso che schiarirsi la pelle con creme o interventi è praticamente impossibile, ma allora perché ancora oggi quando si parla di Michael Jackson lo si definisce l’unico nero capace di essere diventato bianco?. Possibile che nonostante l’evidente assurdità della storia ci sia gente che possa credere che con una crema si può diventare bianchi?. Questa è una classica e ben riuscita leggenda metropolitana e come tale ha una sua risposta e clamorosa smentita.

Il colore della sua pelle era nero, perchè adesso invece è bianco? Tra i fans e' risaputo: Michael soffre di vitiligine. Ma ancora oggi ci sono persone che non sanno cosa sia esattamente questa malattia o ne ignorano l’esistenza così da dare modo ai media di speculare fino all’impossibile su un mistero che è facilmente risolvibile.


La vitiligine ("leukoderma") è dovuta dalla distruzione, per cause non note, di particolari cellule che hanno il compito di produrre la sostanza scura, chiamata melanina, che colora la pelle. Caratterizzata da chiazze color bianco-latte prive di melanina, la vitiligine colpisce donne e uomini senza distinzione di razza, nazionalità e origine, non è dolorosa e nemmeno contagiosa, ma può essere ereditaria nel 40% dei casi. Non se ne conoscono ancora le vere cause, ma i motivi potrebbero essere moltissimi.
E' stato calcolato che il disagio colpisce l'1% della popolazione mondiale e compare in genere prima dei 20 anni di eta'. Michael Jackson ha cominciato ad avere i primi sintomi proprio in quegli anni. Si può presentare in macchie limitate solo ad alcune zone, ma nella maggior parte dei casi si estende su tutto il corpo: le parti più colpite sono il volto, il collo, il torace, la schiena, i polsi, le caviglie ed anche i genitali. La vitiligine non è una malattia pericolosa, ma è fastidiosa da un punto di vista estetico soprattutto quando si presenta su parti del corpo esposte come volto, collo e mani.

Naturalmente chi soffre di questa forma di dermopatia deve prestare attenzione all'esposizione ai raggi solari, poiché essendo le zone colpite prive di melanina, il rischio di scottature è elevato. Michael non si ripara quindi dal sole per chissà quali assurdi motivi, ma semplicemente per premunirsi da eventuali scottature.
Inizia spesso con una rapida comparsa delle macchie bianche, con cui spesso fa seguito un periodo anche abbastanza lungo in cui la malattia non peggiora. Il ciclo puo' ripetersi più volte ed in casi rari si puo' arrivare alla completa perdita di melanina, infatti spesso la malattia è progressiva come nel caso di Michael Jackson e non solo. La malattia non provoca, in genere, decolorazione di peli, dei capelli o degli occhi. E' molto raro che una persona colpita da vitiligine possa riacquistare spontaneamente il colore normale della pelle. Per migliorare o nascondere le macchie che interessano il viso la soluzione è il camouflage o "trucco terapeutico". Proveniente dagli Stati Uniti utilizza cosmetici fortemente coprenti con una permanenza di 24 ore. Svelato il mistero perché Jackson non abbia mostrato mai segni evidenti di questa malattia in pubblico, fino a quando non ne parlò apertamente nel talk show di Oprah Winfrey nel 1993.
Per chiarire come si deve il quadro di questa leggenda metropolitana, vi mostro un altro caso molto simile a quello di Michael Jackson. Ora non abbiamo più un solo nero diventato bianco, ma due e sicuramente molti di più e NON certo per via di creme improbabili o interventi chirugici assurdi, ma per causa di una malattia di cui tutt’oggi se ne ignorano le cause.