lunedì 1 dicembre 2014

Michael Jackson NOT GUILTY: WHY? - Legal Cases

I 2 processi in sintesi:

Il caso Jackson – Chandler :
Il caso trova la sua definitiva conclusione solo dopo la morte del cantante avvenuta nel 2009 quando Jordan Chandler dichiara “Ora per la prima volta, non posso più mentire. Michael Jackson non mi ha fatto nulla, è stato mio padre, lo ha fatto per uscire dalla povertà ".
Nel 1993, Jordan Chandler dichiarò ad uno psichiatra e alla polizia, sotto l’effetto di un barbiturico somministratogli dal padre, che Jackson si era impegnato in atti sessuali, masturbazione e sesso orale nei suoi confronti, il ragazzo ha dato una descrizione dettagliata di ciò che egli aveva subito dal cantante e dei genitali di Jackson.
Motivo per il quale il cantane fu obbligato a collaborare ad un esame medico e fotografico su tutto il corpo.
Dalle perquisizioni in casa di Jackson non emerse nulla, ma nonostante questo la stampa diffuse false notizie circa il presunto ritrovamento di album fotografici ritraenti bambini nudi in casa del cantante, la polizia non trovò però nessuna prova e non ci fu nessun testimone a parlare contro Michael Jackson.
Michael verrà accusato intanto di aver molestato sessualmente l’attore bambino Macaulay Culkin, Barresi dirà alla polizia che quando i Lamarque gli raccontarono per la prima volta la storia di Culkin “la mano di Jackson era fuori dai pantaloni del ragazzo, ma quando si accorsero che avrebbero guadagnato più soldi rendendo il fatto più grave, la mano finì dentro i pantaloni”.
Ma ben nota è la testimonianza in suo favore da parte di Culkin che negherà seccamente le accuse.

[Frammento della testimonianza del 2005:]
Accusa: Ha mai diviso il letto con il sig. Jackson?
Macaulay Culkin: Sì, nel senso che mi sono addormentato nel letto con lui.
[…]
A: Lei ha detto che il Signor Jackson non l’ha mai molestata. Più precisamente non l’ha mai molestata da sveglio?
M: Non mi ha mai molestato.
A: Quando a 9 anni si addormentava esausto, non poteva accorgersi di ciò che accadeva mentre dormiva, è corretto?
M: Se fosse accaduto qualcosa del genere credo che me ne sarei accorto.
[…]
A: Fino a 13 anni lei ha dormito nella camera da letto col Signor Jackson?
M: Quando capitava mi addormentavo li, come in qualsiasi altro posto.
[…]
A: Ha mai diviso il letto con altri trentacinquenni che non fossero suoi parenti nel corso della sua adolescenza?
M: Non avevo molti amici trentacinquenni che mi capissero.
Difesa: Michael Jackson è ancor suo amico?
Macaulay Culkin: Si.
D: Michael Jackson l’ha mai molestata?
M: Mai.
D: Il signor Jackson l’ha mai toccata in maniera impropria?
M: Assolutamente no.
D: Il Signor Jackson l’ha mai toccata sessualmente?
M: No.
D: Cosa pensa di queste accuse?
M: Penso che siano assolutamente ridicole.
D: L’accusa l’ha mai contattata per chiederle cosa pensasse?
M: No.
D: Ha mai visto Michael Jackson fare qualcosa di sconveniente in una delle sue gite?
M: Assolutamente no.
D: Il Signor Jackson l’ha mai abbracciata?
M: Certo.
D: E lei, ha mai abbracciato il Signor Jackson?
M: Certo.
D: Ha mai sospettato che questi abbracci potessero essere di natura sessuale?
M. No. Abbraccio i miei amici nello stesso modo].

Nonostante gli accertamenti e gli interrogatori a 200 testimoni, inclusi 30 bambini conoscenti di Jackson, non verrà trovato un solo testimone attendibile per convalidare le accuse.
Il caso non fu un processo penale ma una causa civile per risarcimento, infatti non finì mai in tribunale perché Jordan Chandler rifiutò di testimoniare e fu mandato dal padre in un altro stato.

Poco tempo dopo emersero le prove della cospirazione a scopo estorsivo contro Michael Jackson, attraverso il ritrovamento di intercettazioni telefoniche ed e-mail nelle quali Evan Chandler parlando con il proprio avvocato sosteneva di voler rovinare la propria moglie e il cantante Jackson perché quest’ultimo non aveva acconsentito a fargli un prestito finanziario.
Il caso fu risolto al di fuori dei tribunali col pagamento da parte di Jackson di una somma di $ 22 milioni di euro, pagati secondo le parole di Jackson “Per uscire da questo incubo”, ma dietro la garanzia del suo avvocato che la verità sarebbe venuta fuori.
Il risarcimento dunque non fu come ritengono alcuni, una mossa immediata per mettere tutto a tacere, ma una risposta rassegnata dopo mesi di calunnie.
Il caso fu quindi come emerge dagli atti giudiziari, dalle testimonianze e dalle intercettazioni telefoniche, un clamoroso tentativo di estorsione ad opera di Evan Chandler, il padre nel ragazzino che accusò Jackson.
Nel 2006 Jordan accusò il padre Evan Chandler di molestie e abusi fisici poi di loro non si seppe più nulla.
Fino al 2009 quando dopo l’improvvisa morte di Michael Jackson Jordan Chandler racconta la verità e dichiara:
"Non ho mai inteso a distruggere la figura di Michael Jackson, ma mio padre mi ha fatto dire solo bugie. Ora non posso dire Michael quanto mi dispiace e se mi perdonerà.”


Il caso Arvizo – Jackson:
Il caso partì dalle denunce della madre di Gavin Arvizo, un ragazzino malato di cancro al quale Michael pagò tutte le spese mediche fino a consentirgli una completa guarigione.
Nel 2003 la madre di Gavin, la signora Janet Arvizo, sporse denuncia nei confronti di Michael Jackson per abusi sul figlio. La polizia tornò a perquisire Neverland sempre senza trovare prove e così fu avviato un nuovo processo.
Il caso finì in tribunale ma anche in questo caso nessuno testimoniò contro Michael Jackson, ma l’accusa aveva il vantaggio di avere dalla propria parte le accuse mosse anni prima al cantante e che sembravano lasciare un ombra sulla sua innocenza.
Durante il processo durato 2 anni venne fuori che la madre di Gavin, la signora Arvizo, era già stata citata in tribunale per frode fiscale nei confronti dello stato. Ci furono numerosi testimoni che mostrarono come la donna cercò di estorcere i soldi allo stato e alle compagnie assicurative.

Nel 15 novembre 2001, la madre di Gavin Arvizo presentò una richiesta per avere accesso all’assegno dell’assistenza sociale, dicendo di non avere nessuna fonte di reddito. Dieci giorni prima, invece, la donna e la sua famiglia avevano incassato 152.000 dollari da JC Penney, in seguito ad una denuncia per maltrattamenti avviata contro la catena di grandi magazzini, durante il quale Gavin aveva già testimoniato il falso sotto giuramento.
Il funzionario dell’assistenza sociale che seguì la sua pratica, Mercy Manriquez, dichiarò che chi mente riguardo le fonti di reddito commette frode. Alla giuria vennero mostrati alcuni documenti bancari, dai quali risulta che la donna percepì assegni mensili di 769 dollari, versati sul conto corrente del suo compagno, poi divenuto suo marito.
La difesa chiamò anche a testimoniare Mike Radakovich, un contabile incaricato di esaminare i particolari del patteggiamento con JC Penney. Dei 152.000 dollari ricevuti dalla catena di grandi magazzini, la parte versata sul conto personale della madre di Gavin Arvizo corrispondeva a circa 32,307 dollari. Il resto fu versato a favore dei figli della donna e del suo compagno.
Mercy Manriquez mostrò in seguito gli assegni mensili da 769 dollari pagati alla famiglia Arvizo, versati su di un conto aperto “per pagare le cure al figlio malato”. Spese già coperte da una società di assicurazioni: il denaro venne utilizzato dagli Arvizo per l’acquisto di un’auto, con un assegno da 29mila dollari.

Nel corso della stessa udienza, i legali di Jackson mostrarono ulteriori prove sulle spese sostenute a favore degli Arvizo da parte di Jackson – circa 7mila dollari – nella sola settimana in cui la famiglia Arvizo si era trattenuta nella residenza dell’artista.
Una delle questioni più spinose per l’accusa fu poi provare le date esatte delle molestie, avvenute secondo Gavin, tra il 20 febbraio e il 12 marzo 2003, appena due settimane dopo la trasmissione del documentario di Bashir; proprio il momento in cui tutta la stampa lo attaccava per il suo comportamento con i bambini.
La deposizione della signora Arvizo si dimostrerà un clamoroso autogol per l’accusa, la donna offrirà infatti una testimonianza sconnessa e convulsa, ritenuta fallimentare dalla Corte, nonché una perdita di tempo relativamente alla prosecuzione del processo, tanto da portare la giuria a sospettare che la donna possa essere non completamente sana di mente.
Il processo durò 2 anni e si concluse con la piena assoluzione del cantante da ogni capo di accusa, ma egli ne uscì distrutto moralmente e psicologicamente.
Dopo il processo e l’assoluzione di Jackson, la madre di Gavin Arvizo fu processata e condannata per frode fiscale.

Testimonianze di alcuni bambini che l’accusa voleva “molestati” da Michael:
- Frank Cascio
Stringerà una grande amicizia con Michael fermandosi, una volta cresciuto, a lavorare alle sue dipendenze. E’ un teste importante (della difesa) nel secondo caso di accuse ai danni di Michael nel 2003.
- Ahmad Elatab
Ha conosciuto Michael insieme ad un gruppo di altri bambini arabi, durante una visita agli studi della Sony e diventato suo amico, è stato a Neverland molte volte.
Ha detto: Non mi ha mai importunato. Non l’ho mai visto toccare un bambino o comportarsi con loro in modo strano, non lo ha fatto: Lui è gentile.
Anche la madre di Ahmad, Hanadi Fattouh, ha dato di Michael: Ho avuto completa fiducia in lui e ce l’ho ancora, lo farei tornare a Neverland (il figlio) in ogni momento. Sono dalla sua parte e non credo alle voci e neppure alle accuse, non ci ho mai creduto.
- Brett Barnes
Brett Barnes, per due anni da piccolo ha girato il mondo al seguito di Michael, al processo ammette di aver dormito con Jackson che lo baciava e abbracciava innocentemente, ma niente di più.
Alla domanda se sia mai stato molestato o toccato, Barnes nega affermando come si tratti di una manovra diffamatoria nei confronti del cantante.
Testimonieranno anche la madre e la sorella di Brett sempre in favore di Michael.
Barnes aggiungerà: "Non fa niente di male, è solo una persona che ama i ragazzi: è la sua natura."
- Wade Robson
Incontra Michael dopo aver vinto una gara per giovani talenti a 5 anni. E’ apparso nei video BOW, HTW, Jam e in uno spot della Pepsi, anche lui come Culkin scagiona Michael al processo dichiarando:
"Dormiamo nello stesso letto ma siamo entrambi vestiti e il letto è grosso: lui dorme da una parte, io dall’altra"

Perché il mondo non sa?
Gli scandali, la pedofilia, non era vero niente, era tragedia sceneggiata dai media.
Michael ha passato tutta la vita ad amare i bambini e a cercare di fare cose buone per loro, a celebrare l’innocenza di quell’infanzia che non ha mai avuto. Ed hanno rovinato il suo sogno.
Una diffamazione, quella di aver abusato di minori, che gli ha spezzato il cuore, un dolore insostenibile, erano accuse ingiuste e terribili.
Aveva ideali forti, in lui dominava la legge del “dare”, il mondo è stato crudele con lui.
Una volta disse: “Tutti sanno quanto amo i bambini, perché mi fanno questo?”
Michael aveva il cuore a pezzi.

Le invidie che ha suscitato con la sua grandezza bastano per sette vite,ha passato 45 anni su 50 su un palco: gli hanno tolto tutto, lo hanno umiliato, non poteva fare affidamento su nessuno, non era una persona felice.
"E il vero assassino è davanti a noi, è lì che ci guarda, lo incontriamo tutti i giorni quando andiamo a comprare il giornale o quando guardiamo la televisione.
Si può dire che l’assassino ce l’abbiamo in casa, gli diamo da mangiare, da dormire, però non facciamo niente per educarlo a non uccidere. Facciamo finta di non vederlo e ci guardiamo bene dall’incazzarci se la notizia che esce dal piccolo schermo sulla piena assoluzione di Michael Jackson non ha lo stesso risalto di quando invece, per anni, lo hanno infamato accusandolo di molestie sessuali.
Per dieci anni i «criminalmedia» lo hanno massacrato nonostante lui si dichiarasse innocente e nonostante nessuna prova sia mai emersa. Lo hanno distrutto, devastato, piegato in due.

E quando finalmente avevano l’opportunità di farlo rialzare per il giusto riscatto di fronte al mondo, i media cos’hanno fatto? Gli hanno dato l’ultimo colpo di grazia: hanno detto “Michael Jackson è stato assolto”. 
Ma lo hanno detto talmente a bassa voce che la pugnalata infettagli dai media stavolta è stata fatale."

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