domenica 11 gennaio 2015

Matt Forger - E.T. Storybook: Penso che sia uno dei più affascinanti progetti della carriera di Michael Jackson

Come è riuscito ad adattare un film di due ore in un album di 30 minuti? 
Quando abbiamo iniziato a lavorare su questo progetto abbiamo sottovalutato la sfida tecnica e creativa che rappresentava. L'idea sembrava semplice sulla carta, ma la sua realizzazione ha richiesto la necessità di sviluppare nuovi metodi e adeguarli alla forza creativa. Avere Quincy, Steven Spielberg e Michael lavorando così duramente per raccontare la storia nel modo più reale possibile significava che dovevamo essere in grado di cambiare direzione in ogni momento. Era stato fatto un ottimo lavoro di pre-produzione quando abbiamo iniziato a registrare l'album e ho cercato nuove tecniche per semplificare il lavoro dei produttori. Era come avere un elefante che passeggiava in un negozio di porcellane. Non per le personalità coinvolte in questa avventura, perché tutti hanno lavorato nella stessa direzione, ma per la sfida di fare della storia la vera star dell'album.


La creazione di questo album ha rappresentato una sfida in tutti gli aspetti …
In effetti, è stata una doppia sfida. Per prima cosa abbiamo dovuto lavorare in piena sessione di registrazione di 'Thriller'. Già subivamo forti pressioni per finire l'album per Natale. A peggiorare le cose c'era un altro progetto che dovevamo completare in un determinato lasso di tempo. Questo ci richiedeva tempo ed energia per mandare avanti 'Thriller'. Ma considerando i rapporti tra Quincy e Steven, era fondamentale rispettare le scadenze per non far perdere l'nteresse per ET. Non potevamo perdere tempo nel far uscire quell'album. E Michael era d'accordo.

La seconda sfida era quella di affrontare una banda di 'ragazzi' abituati a creare dischi pop, di registrare un album-libro per bambini che catturasse e trascrivesse la magia e l'emozione di un film di enorme successo. Era importante non solo fare un album rivolto ai bambini, ma anche raccontare una storia avvincente come nel film. Michael era un grande fan di E.T. e ci ha messo il cuore. La sua performance piena di emozioni traduce le sensazioni provate a guardare il film.

Michael, sceneggiatura in mano, leggeva e ascoltava la riproduzione della musica del film adattata alle scene narrate. Riceveva le istruzioni da Quincy e Steven dal microfono. Michael ascoltava la musica del film e gli sembrava di essere all'interno di esso, ma senza immagini. Era molto ispirato dalla lettura del testo e gli è piaciuto molto lavorare su quel disco.

La differenza principale con le altre opere simili è proprio l'entusiasmo di Michael durante la lettura del testo. Questo è ciò che favorisce la storia. Si può sentire l'emozione nella sua voce quando E.T è perseguitato, quando fugge con i bambini e quando torna sulla sua astronave. Il racconto di Michael pone questo libro di racconti in una categoria a parte.

A quel tempo, si pensava ad una canzone di Neil Diamond, 'Heartlight', composta da Carol Bayer Sager e Burt Bucharach, ma era una canzone pop e finì per essere usata 'Someone in the Dark' per chiudere il disco e finire la storia.