domenica 11 gennaio 2015

Rolf Knie racconta il suo incontro con Michael e la sua visita in incognito a casa di C. Chaplin a Corsier (VD)


Michael Jackson è venuto in incognito a far visita alla famiglia Chaplin. Rolf Knie faceva da guida. L'uomo racconta l'incontro indimenticabile con un cantante educato e timido, prigioniero del suo successo.


Era il 17 giugno 1988 e Rolf Knie non ha dimenticato niente.
Oltre venti anni dopo, le sensazioni associate a questo giorno speciale sono sempre profonde. La scoperta di un semplice e amabile Michael Jackson. L'indignazione per tutto quello che è stato detto di lui in seguito...
Quel giorno, l'artista circense (clown), oggi produttore del circo Salto Natale, fungeva da guida nella rinomata Manoir du Ban, abitata dalla famiglia Chaplin, a Corsier-sur-Vevey. "Ricordo della speciale gentilezza di Michael, la sua calma e timidezza. Rievoco il modo in cui attese, con cortesia, poter parlare con Oona Chaplin, come pure non osò in primo luogo chiedere una Pepsi. Questi sono i dettagli che denotano la vera personalità di un individuo. Era semplicemente normale. Da allora, non ho mai smesso di difenderlo quando è stato attaccato dai media. I giornalisti hanno inventato orrori su di lui. Da quindici anni, non smettono di massacrarlo. "

Devo svelare che questo incontro si concretò grazie a Geraldine Chaplin, figlia maggiore di Charlie Chaplin e Oona. A quel tempo, dopo un concerto di Michael, al quale aveva assistito, il cantante le confidò quanto ammirasse suo padre. Geraldine allora contattò Rolf Knie, un vecchio amico e abituale frequentatore della casa di famiglia, chiedendo: "A Michael piacerebbe venire a Corsier. E' possibile organizzare un incontro?" Durante il soggiorno di Michael a Basilea, Rolf Knie pensò di azzardare un contatto con l'artista: "Ho telefonato al suo albergo e ho parlato con il suo agente, Frank DiLeo. I miei colleghi mi dicevano che ero pazzo e che sarebbe stato impossibile.. "Mezz'ora più tardi, tuttavia, lo stesso Michael mi ha richiamato riferendomi che era felice dell'incontro e abbiamo concordato un appuntamento per il venerdì alle ore 15:00 di pomeriggio."


Il giorno stabilito, le famiglie Chaplin e Knie attendevano la stella. Era giunto il momento dell'appuntamento, ma lui non era ancora arrivato. "Verso le 15:30, il portiere è accorso dicendo: 'Qualcuno ha appena chiamato, però non ho capito bene il nome.'"Era Michael. "Ho preso il telefono. Percepivo il suo imbarazzo, si è scusato mille volte, si era smarrito e chiamava da una stazione di servizio di Vevey ..." Così il nostro portiere è andato in suo aiuto. Il cantante si è presentato senza guardia del corpo, accompagnato soltanto dal suo assistente, un signore di una certa età. "E' rimasto meravigliato quando gli abbiamo mostrato l'archivio di Chaplin. Poi ha giocato innocentemente con mio figlio Gregory nel parco. Penso che i bambini lo accettassero così com'era e lui poteva finalmente comportarsi naturalmente. "
Un altro aspetto della star che mi ha sorpreso molto:.. "Conosceva perfettamente la vita di Chaplin, un vera enciclopedia. 
Le date dei film, i nomi degli attori, tutto. Chi l'ha etichettato come un uomo poco colto, devo dire che tutto ciò è assolutamente falso." Il parallelo tra Jackson e Chaplin appare naturale: "Un'infanzia vissuta in povertà, i procedimenti giudiziari contro di loro.
Trasmettevano la stessa energia e sperimentarono anche gli stessi problemi con il mondo, mentre facevano solo del bene al prossimo.
Non amavano rilasciare molte interviste. Preferivano rispondere con i loro film o musica. Se si fossero conosciuti, avrebbero trascorso intere giornate insieme. "

Due mesi più tardi, Michael Jackson invitò Oona Chaplin e Rolf Knie al suo concerto di Losanna. "Prima dello spettacolo, gli abbiamo fatto visita nel suo camerino. C'erano diversi tavoli imbanditi con pietanze di caviale e salmone. Michael strinse le spalle: "Oh, non è per me, ma la mia squadra ha fame ..." 
Alla fine del concerto, Rolf e Oona assistono alla partenza precipitosa della stella: "La musica risuonava ancora quando in tutta fretta è entrato nell'auto in attesa dietro il palcoscenico. L'abbiamo seguito e avuto paura: Migliaia di fan ci hanno aggredito. Compresi che Michael viveva così ogni giorno. Lui era prigioniero del suo successo."
Rolf Knie esterna la sua amarezza. "Oggi, sono indignato nei confronti di coloro che non hanno avuto pietà di lui." 

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