martedì 17 febbraio 2015

Black or White: Un sogno Jacksoniano

Kevin Costner, tratta le questioni razziali con integrità piuttosto che attraverso il moralismo dello show business.
di Armond White

Il Film,Black or White, di Kevin Costner, è assolutamente sentimentale, ma in senso buono. Dopo tutto, si ispira allo spirito del singolo del 1991 di Michael Jackson "Black or White," la più controversa fra tutte le canzoni della star. Jackson, dichiarò "Non ho intenzione di trascorre le mia vita come un uomo di colore "
E quando cantava "“I ain’t scared of your brother / I ain’t scared of no sheets,” si opponeva alle antinomie di entrambi i generi di solidarietà etniche ( Afrocentric "Black") o ostilità etniche (in stile Ku Klux Klan La supremazia bianca).
Costner , mette in atto, i principi pop di Jackson per interpretare il ruolo di Elliot Anderson, un bianco ricco avvocato di Los Angeles. Un recente lutto, porta Elliot a diventare il tutore di sua nipote , una bambina mulatta di nome Eloise (Jillian Estell), il che significa che vive un'esperienza di mescolamento fra le razze molto sentita in America, e non certamente in un epoca "post-razziale", ma una realtà che conferma il sogno di Jackson sull'unità, come memorabilmente mostrato nella sequenza iconografica del suo straordinario video musicale "Black or White" - tutt'oggi e ancora il miglior video che sia mai stato realizzato - e nel quale le caratteristiche fisiche etniche e sessuali si mescolano fra loro, come appartenenza comune al genere umano.

Il titolo del film di Costner è già una dichiarazione; eppure, come anche nella musica di Jackson, pone alcune domande: in primo luogo sulla famiglia, quindi il carattere, i valori sociali , e infine sulla razza. Anche se può sembrare come una priorità arretrata, considerato il modo in cui la razza ha recentemente dominato la cultura cinematografica,( e in realtà sul tema del razzismo la questione continua ad emerge come una controversia), la priorità nel film, suggerisce un integrità da parte di Costner riguardo il moralismo dello show business.

E' attraverso la responsabilità dell'istruzione, che un avvocato di mezza età si ritrova ad occuparsi di una giovane ragazza, e dovrà garantire il suo benessere, trasmettendole signifcati di uguaglianza, attraverso atti di amore. La differenza etnica si trasforma in un dilemma quando Elliot è trascinato in tribunale dalla nonna paterna della bambina ,Rowena (Octavia Spencer), una donna di colore della classe operaia del centro città di Los Angeles, che fa richiesta di custodia. Elliot , così, finisce per doversi confrontare con problemi di ordine razziale che era sempre riuscito ad evitare così protetto dai suoi vantaggi di appartenere ad un altra classe sociale, ma che sono imposti dalla pressione ideologica della società.
Lo scrittore e regista Mike Binder ,escogita delle scene processuali, con un giudice simile a Oprah,e una sottotrama che riguarda il figlio di Rowena, Reggie (Andre Holland), un drogato responsabile di aver cambiato la struttura etnica della famiglia di Elliot , fallendo poi nei propri doveri, sia come padre che come figlio. Ma queste scene non sono per niente convenzionali; c'è un complesso etico jacksoniano nella vita familiare matriarcale di Rowena (quando porta i cugini di Eloise per una festa in piscina nella villa di Elliot, trae spunto dalla trama del film Pride, e la politica sui diritti civili brillantemente riprodotta nel film da Terrence Howard ) contrapposta con la strategia di una squadra legale ( un avvocato con un marcato accento del sud che dice" Possiamo fare molto peggio di loro") come quella di Elliot .

I richiami storici di queste scene sono sapientemente rinfrescati, quando Elliot sfoga la sua rabbia verso Reggie ("Maledetto Crackhead str*** sconsiderato..! ") ( n.d.r- Non vorrei tradurvi crackhead, ma per farla breve è qualcuno che cerca di campare con la prostituzione.. ) e quando Rowena invece dice a Reggie,con enfasi quasi violenta "Fatti coraggio!". Il sarcasmo di Elliot e la rabbia di Rowena mostrano una duplice esasperazione che è identica sia per un nero che per un bianco , il che mette in primo piano nel film il dramma di un fenomeno moderno, che sottolinea l'intervento dei nonni a tutela dei nipoti , la dove la generazione intermedia ha fallito - un fenomeno a livello nazionale, ma anche a livello mondiale, un fenomeno di disgregazione sociale e del quale i politici raramente parlano.
Invece di fare appello ai politicamente corretti errori che si possono trovare in Selma e nel film 12 Years a Slave (dove la mera attualità passa per complessità), questo film ricorda agli americani quell'umanità che hanno in comune. Anche il suo cliché più glabro (un bianco che è salvato da un nero buona a nulla) fornisce una metafora in stile o la va o la spacca, che fa appello ai migliori sentimenti del pubblico. Black ro White non sanziona l'auto commiserazione bianca o nera. In realtà desensazionalizza gli abitudinari temi di attualità di Hollywood. Anche Elliot e la tensione interpersonale con Rowena (l'ebrezza contro la giustizia prepotente) mette in equilibrio quasi comicamente la loro particolare divergenza generazionale. Il mettere in risalto il carattere e al di sopra del sociale, utilizzando come tramite gli argomenti di ordine razziale ,è un segno del pudore di Costner e Binder .
Il pudore(la decenza) è ciò che è stato completamente perso in questa nostra epoca, in cui i registi cercano di provocare vergogna nel pubblico capace di lodare l'esacerbarsi delle tensioni razziali della nostra nazione. (Ecco perché Black or White è stato escluso dalla corsa all' Oscar, nonostante si fosse già qualificato ad una settimana dalla sua uscita a Dicembre, gli mancava quell'essere " alla moda" come è invece il film Selma.) La carriera di Costner include molti film ( Balla coi lupi , L'Uomo dei sogni , The War , Thirteen Days , Tin Cup , 3000 Miles to Graceland , Swing Vote ( Un uomo da 300milioni di voti) ) con prospettive umanistiche rispettabili. Qui, Costner e Binder articolano la questione della identità razziale come una preoccupazione universale, ma, e ancora nello spirito di Jackson, fornendo una soluzione personale.

Ci vuole coraggio, per persone come Jackson ,Costner e Binder, per andare contro gli strani fenomeni dei bianchi che più non credono in se stessi, e più si assumono il diritto colpevolizzare i neri. Più spesso assistiamo a posizioni progressiste in genere in malafede e inaffidabili sui problemi razziali, come in Selma .
In omaggio al sogno di Michael Jackson, il desiderio di Rowena per una continuità etnica della sua famiglia non è più valida di quella di Elliot; per assicurare la felicità di sua nipote non ha bisogno della legge. Per questo motivo molto umano, Elliot può sostenere le accuse infondate di razzismo con sorprendente fiduciosa onestà: "Come faccio a rispondere a questo" l'autenticità di Costner è parte della sua opera cinematografica più bella che si sia mai vista.

ORIGINAL TEXT
Black or White: A Jacksonian Dream