martedì 17 febbraio 2015

L'Odissea del Concerto di Mosca - 15 settembre 1993 - stadio di Luzhniki




Samvel Gasparov, regista di cinema, racconta la storia del concerto di Michael Jackson a Mosca nel 1993:
 Ho sentito parlare di Michael Jackson per la prima volta negli anni '70. Conoscevo perfino alcune delle sue canzoni, ma non ero un suo fan. Quando lavoravo come camionista, mi piaceva ascoltare musica georgiana. Dopo, quando m'iscrissi all'università, cominciò a piacermi Joe Dassin, Charles Aznavour, Tom Jones ed Engelbert Humperdinck. Ma ho sempre saputo chi era Jackson, e sapevo che era un famoso cantante. Nei primi anni '90 il mio sogno era di realizzare un film chiamato " Run Brother, Run ".
Alcuni cineasti americani espressero un po' d'interesse per la sceneggiatura, e nel 1992 andai in Romania, dove affittai una fondazione. A quel tempo, Michael Jackson si esibiva a Bucarest, e grazie a un amico comune mi fece conoscere il suo produttore Marcel Avram. Marcel mi chiese di aiutarlo a registrare il concerto per Michael e feci quello che potei. Fu un vero piacere. La prestazione di Michael mi lasciò sbalordito. Jackson mi aveva colpito molto - era un genio, questo è indiscutibile. Me lo presentarono personalmente, e ricordo come strinsi la sua fredda e pallida mano. Il secondo giorno, dopo cena, parlai con Avram del mio desiderio di realizzare il mio film in USA e del mio bisogno di denaro. Da allora mi avevano fatto un'offerta per realizzare cinque film negli Stati Uniti. "Mi piaci", disse Avram. "Se desideri possiamo far esibire Michael a Mosca.

Così puoi organizzare il concerto e fare qualche denaro." Pensai che sarebbe stato geniale, ma onestamente non credevo che fosse possibile. Ma poco dopo Abram mandò il suo staff a Mosca per incontrare "Dessa", la società che dirigevo in quel momento. Era una delle prime società russe private creata con lo scopo di fare cinema, e la squadra era composta da brava gente.
Improvvisamente il progetto si mise in moto. Il denaro si relegò all'ultimo posto dei miei pensieri. Ero pieno di entusiasmo, desideravo portare tal evento gioioso a quella gente - dopo tutto, era la prima volta che una grande star visitava la Russia.
Dopo la visita della delegazione di Avram e fino al settembre 1993 fummo impegnati con i preparativi. Era la mia prima esperienza nel mondo dello spettacolo, e non potevo immaginare che sarebbe stato così duro e imprevedibile. Pensai che tutti gli "squali" dell'ambiente avrebbero contribuito e sostenuto questo mio progetto, ma fu esattamente il contrario - loro mi ostacolarono duramente e tentarono di boicottare lo spettacolo. Percepivo che tutti i nostri sforzi si vanificavano nel nulla.
 Ricevemmo perfino telefonate di minacce. Fui attaccato dai media: scrissero che ero il re dell'industria degli alcolici e il capo della mafia cecena. Asserirono che stavo organizzando il concerto per vendere la vodka allo stadio. Fu un incubo!

 Pubblicarono articoli spazzatura anche su Jackson - che era un pedofilo, e che non era vero che Michael sarebbe venuto nel nostro paese, ma che un suo sosia avrebbe cantato le sue canzoni. Ma tutta questa schifezza non fece altro che spronarci ad andare avanti con il nostro progetto. Fu deciso che dovevamo realizzare lo spettacolo, senza pensare alle conseguenze.
 I preparativi erano già in corso. Facemmo ciò che era nelle nostre possibilità per soddisfare i bisogni della squadra di Jackson. Per esempio, avevano chiesto un arredamento di pelle nera, quarantacinque biciclette e alcuni computer. Fu necessario coprire l'intero campo dello stadio, noleggiare automobili, prenotare una suite presidenziale dell'Hotel Metropole per Jackson e lo staff della sicurezza personale e gli altri membri a lui vicini e altre camere presso l'Hotel Ucraina per il resto della squadra. ... Durante la preparazione dell'intero progetto, ebbi un brutto presentimento che qualcosa sarebbe andato storto anche prima dell'arrivo di Michael.

I preparativi erano già in corso. Facemmo ciò che era nelle nostre possibilità per soddisfare i bisogni della squadra di Jackson. Per esempio, avevano chiesto un arredamento di pelle nera, quarantacinque biciclette e alcuni computer. Fu necessario coprire l'intero campo dello stadio, noleggiare automobili, prenotare una suite presidenziale dell'Hotel Metropole per Jackson e lo staff della sicurezza personale e gli altri membri a lui vicini e altre camere presso l'Hotel Ucraina per il resto della squadra. ... Durante la preparazione dell'intero progetto, ebbi un brutto presentimento che qualcosa sarebbe andato storto anche prima dell'arrivo di Michael.

Ricevemmo Jackson all'aeroporto Sheremetyevo-2 e lavorammo con lui durante i tre giorni precedenti il concerto. Può sorprendervi, ma non mi feci nessuna fotografia con lui.
Ricordo, credo che fosse il giorno precedente al concerto, quando vidi una lunga fila d'impiegati dell'Ambasciata Americana entrare allo stadio. Jackson era vicino a una parete, tutti si avvicinarono uno ad uno per farsi un foto con lui. Accettava i loro abbracci con un sorriso obbligato. Non mi volli porre in quella fila. Con me era stato molto gentile e avrei potuto sfruttare quell'occasione, ma non mi piace l'opportunismo. Quando tutti ti corrono dietro, deve essere insopportabile.

Credo che a Jackson gli fosse piaciuto il fatto che non gli stavo facendo pressione con lo scopo “di fare amicizia„ con lui. Per esempio, mai tentai di sedermi accanto a lui o iniziai una conversazione. Comunicava con me soprattutto attraverso il suo produttore, incaricato della sicurezza e medico.

Di solito Michael era riluttante e non prendeva decisioni. Durante i nostri incontri si sedeva in un angolo e ascoltava in silenzio. Le trattative erano condotte principalmente con Avram. M'impressionava come questo ragazzo silenzioso riuscisse a far impazzire il mondo intero, cantando e ballando. (Me compreso, mi aveva letteralmente elettrizzato in quel concerto in Romania). Così, quando rivolgevo domande a Jackson, non mi rispondeva direttamente. Guardava verso Avram se la questione era sullo spettacolo o l'addetto alla sicurezza se si trattava di una visita in città, e solo con il suo consenso rispondeva "sì" o "no". Era sorprendentemente tranquillo, calmo e un po' strano.

Una volta, all'una della notte chiese che lo accompagnassero da qualche parte dove poteva assaggiare una borsch [tipica minestra russa], così tutti dovemmo andare a un ristorante vicino al Monastero di Danilov. Servivano ottimo cibo, ma consumò solo il borsch con molto gusto. In un'altra occasione, durante una visita alla città, gli piacque la divisa di un capitano di polizia e chiese dove avrebbe potuto comprarne una uguale.
Conferimmo con la polizia e lui gentilmente donò a Michael un'uniforme completa. Infatti, la mattina successiva ricevé l'uniforme in albergo, e quel regalo trasformò Jackson infantilmente felice. Lo trovava divertente, come un bambino.


Aveva un grande sogno, di vedere una parata nella Piazza Rossa dal Mausoleo. Naturalmente era qualcosa d'impossibile, ma cercammo di soddisfare tutti i suoi desideri e fu organizzata una sfilata della divisione Taman Alabin [presidio militare]. Le autorità ci aiutarono a costruire una tribuna su cui Michael avrebbe visto sfilare la parata. Marciò con le truppe mentre la sua squadra filmò un video. Quel giorno era in estasi dalla gioia.

Era come un gran bambino, davvero. Lo vidi seduto nella sua stanza, giocando con i passeggini del piano ... avreste dovuto vederlo circondato da bambini! Sembrava trasformarsi in una persona diversa; si mostrava sempre felice di firmare i loro autografi. Un mio caro amico mi chiese di invitare Michael all'Accademia di Ballo che frequentava sua figlia. Non pensavo che avrebbe accettato, perché i giorni di permanenza erano già pianificati - doveva visitare i luoghi d'interesse turistico, fare acquisti e incontrarsi con politici e persone del mondo della cultura.

continua....