lunedì 13 aprile 2015

Perché i Giapponesi amano Michael Jackson?


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“MY-keh-rooh” come i giapponesi amorevolmente lo chiamano, non ha mai dovuto preoccuparsi di essere percepito come un wacko-weird in una cultura dove la neotenia o la celebrazione delle sembianze giovanili, le persone del genero opposto come gli uomini effeminati e le donne mascoline sono il cuore delle più alte forme d'arte di questa nazione.
I giapponesi sono abituati a vedere nei loro migliori artisti le stesse caratteristiche che alcuni occidentali giudicano così sconvolgente e spaventoso in Michael Jackson.
Non è sorprendente che i giapponesi, noti per il loro culto per i musicisti americani e le stelle del cinema hanno riempito gli stadi urlando e applaudendolo nei giorni del successo di "Thriller" negli anni '80.

Ma i giapponesi hanno gridato e applaudito anche negli anni in cui Jackson era a Tokyo per spese folli nei negozi di gadget, le visite a Disneyland e Joypolis ( un parco di divertimenti per Sega Game Maker ) e alla sua partecipazione ad eventi ben orchestrati a beneficio dei fan, dove non ha cantato una sola nota né fatto un solo Moonwalk.
Era MY-keh-rooh, l'uomo-bambino con il guanto, dolce, innocente, puro e oh.. così "kawaii".
'Kawaii': tradotto letteralmente significa "carino" ( di bell'aspetto). Ma i giapponesi non hanno connotazioni sessuali associati alla parola come in Occidente.
Una persona anziana, una vettura compatta, qualcosa di innocuo come un ombrello, una macchina fotografica digitale o utensili da cucina, addirittura qualcosa di grottesco come una creatura di un film horror può essere potenzialmente 'kawaii'.
'Kawaii' è l'emozione per un figlio evocata da un genitore; si fonde nelle menti dei giapponesi con l'istinto primordiale e onorevole per la conservazione delle specie.
Si tratta di Amore. Ed è virtuoso.

'Kawaii-ness' è la pietra angolare della sensibilità artistica fin dal lontano periodo Edo, frequente nella xilografia [ndt. Procedimento di stampa con matrici lignee, incise a rilievo. Tecnica tra le più semplici e antiche per stampare motivi ornamentali, figure o caratteri su stoffa o altro materiale] Hokusai. E' molto presente oggi nei fumetti "manga" pieno di eroi dai grandi occhi, così come nelle parodie delle sculture di Topolino e i disegni di Takashi Murakami.
Per gli standard occidentali, 'Kawaii' è vergognosamente frivolo come vedere un adulto con in mano un peluche.
Ma è preso molto sul serio nell'arte giapponese.
Quindi, vedere il Re del Pop saltare in un parco divertimenti, abbracciare Bubbles, raccogliere bambolotti e giocare con i bambini è più facilmente accettato come il normale comportamento di un adulto nella cultura giapponese.
E' esteticamente quasi una versione moderna del "Racconto di Genji" , la ricerca in un mondo fluttuante dell'essenza della bellezza in un bambino.

I fan di Jackson lo hanno adorato non solo, ovviamente, per il suo strepitoso talento per il canto e la danza.
Come seguaci della neotenia, sono stati in grado di cogliere alla lettera senza dubbioso cinismo, più tipica nella intellettualità occidentale, i suoi messaggi sulla pace e la spiritualità.
Jackson non poteva sbagliare come ragazzo 'kawaii', con quella sua morbida voce vellutata, i modi tranquilli e timidi; anche se il suo naso ha cambiato dimensione e il colore della pelle è cambiato.. non importa.
Prendete ogni fan giapponese di MJ. Chiedete se Jackson è 'kawaii'. La risposta sarebbe un definitivo "sì".

Jackson è stato un genio nel rimanere perennemente un bambino. Anche nelle sue foto finali, sembra molto 'kawaii', soprattutto per un uomo di 50 anni.
Jackson era un maestro nell'offuscare le barriere sociali, e le sue smentite di tali definizioni sono andate oltre la semplice età: Nero, sembra bianco. Maschio, sembra così bello che è asessuato.
Questo è un altro motivo per cui Jackson si è fatto amare dalla psiche giapponese.

Un 'maschio femminile' è il gradino più alto che si può ottenere nel pinnacolo dell'arte giapponese, come è evidente nel mondo di Kabuki, dove tutti i ruoli, compresi quelli femminili, sono interpretati da uomini.
Come contrappunto a questo teatro di orientazione maschilista è il mondo di Takarazuka, dove tutti i ruoli, compresi quelli degli uomini, sono interpretati da donne.

Il Giappone rimane una società divisa sessualmente, nonostante la recente avanzata della donna, la gente gode la fuga che offre l'arte di vedere capovolte le categorizzazioni.
Forse si può dire che le definizioni sociali sono così rigide per un artista che, per definizione, dovrebbe sfidarli.
In Kabuki, le negazioni delle convenzioni si estendono all'età. Un insegnante di 80 anni, di solito interpreta il ruolo di una provinciale cameriera adolescente e un giapponese medio non batte ciglio.
Akihiro Miwa è l'esempio di un artista di tutto rispetto che ha raggiunto la fama come travestito, il tipo di carattere più comune in 'San Francisco Finocchio’s in the West' e non con le acclamate opere di Yukio Mishima e Shuji Terayama, in cui Miwa è stato il protagonista.
Nei primi anni, Miwa sembrava ancora più o meno un uomo, ma era truccato. Attualmente indossa abiti da sera, riccioli biondi e parla nel linguaggio delle donne. I Giapponesi lo amano e lo cercano per consigli sulla carriera come se fosse uno sciamano.

Jackson appare piuttosto pacato accanto all'ingioiellato Miwa o l'ottantenne maestro Kabuki.
La morte di Jackson è stata una grande novità in Giappone. Ma il lutto nazionale non è stato un affare grossolano e limaccioso. I fan sono andati a comprare i cd che ancora non avevano nella loro collezione. Hanno guardato i suo video tutti insieme al Tower Records. Volevano solo essere lì, hanno detto, condividere quel momento con altri come loro. Non aveva importanza se avevano i video a casa.
Per i fan, Jackson era una bella persona.
Quasi piangevano quando parlavano delle accuse di abusi sui minori che aveva sopportato. Ha funzionato tutto a favore di Jackson perchè i giapponesi tendono a diffidare del sistema giudiziario. Ci sono troppi casi di ingiusta detenzione.
In un caso di alto profilo, Toshikazu Sugaya, un autista di autobus, ha scontato 17 anni di una condanna a vita, dopo essere stato giudicato colpevole dell'omicidio di un bimbo di 4 anni perchè il profilo della polizia lo aveva segnalato come pedofilo, così come a causa della forzata confessione che gli esperti dicono sono comuni nelle indagini della polizia di questa nazione.
Sugaya è stato rilasciato nel 2009, dopo una lunga battaglia legale, e solo dopo che il test del DNA ha dimostrato la sua innocenza. I Giapponesi sospettano che ci sono molti come Sugaya nelle carceri, e lui era stato solo fortunato (grazie ai risultati del test).
Jackson è stato assolto da ogni accusa, nel 2005.

I media hanno riferito che poco prima della sua morte, Jackson aveva mostrato interesse per una giovane ginnasta giapponese e aveva voluto incontrarla.
Forse si sarebbero sposati, come alcuni rapporti speculativi hanno suggerito, se non fosse morto. Sarebbe stato un matrimonio 'fatto in paradiso' per il Giappone.
Come in una vera esaltazione, avremmo potuto essere testimoni di come Jackson abbatteva ancora un'altra barriera di divisione dolorosa - quella dell'interno verso l'esterno o dei Giapponesi contro lo straniero "gaijin".
Prendendo una moglie giapponese, sarebbe stato quasi giapponese... divenendo uno di noi.

YURI Kageyama: poeta, scrittrice, giornalista e regista esordiente di istruzione bilingue e bi-culturale, nata in Giappone. E' cresciuta tra il Maryland, Alabama e Tokyo.