mercoledì 17 giugno 2015

Creare prove false contro Michael Jackson: da quanto prevale questa pratica? by Raven



Lo so, suona come le farneticazioni inverosimili dei teorici della cospirazione. Ma la risposta scioccante alla domanda nel titolo è che sì, ci sono molte prove che non solo è successo con estrema frequenza in passato, ma che continua ad accadere anche oggi, quasi sei anni dopo la morte di Michael.


Questo post è del 16 maggio , e proviene dal Facebook di Carlo Riley , un suo sosia e suggerisce come il tentativo di etichettare Michael Jackson creando prove false contro di lui continua ad essere un grande business. Ed è un grande business per una ragione molto semplice: non c'è mai stata alcuna prova concreta per collegarlo con accuse di molestie. Guardando la storia di questo fenomeno, è davvero scioccante vedere quali voli di fantasia sono capaci di fare queste faine complici, al fine di creare quella fantomatica "pistola fumante" contro Michael che molto più banalmente, non è mai esistita.
Questa citazione dalla famigerata odiatrice/stalker seriale di MJ ,Diane Dimond, e tratta da un'intervista radiofonica a radio KABC-AM nel 1995 , dice tutto. L'intervista completa è relativa ad un presunto nastro di Michael Jackson e un giovane ragazzo che, si è poi scoperto essere una totale invenzione. Ma notate quello che dice qui:

"Sai, mi ricordo di quando, più di un anno fa, abbiamo intervistato il capo dell'unità di pedofilia dell'FBI di Quantico,in Virginia e mi ha detto che spesso e volentieri i pedofili amano tenere qualche ricordo delle loro vittime. Oppure, amano scattare foto o fare dei video. Non sappiamo perché, ma lo fanno. Probabilmente per mantenere un ricordo della loro gratificazione, ma fa si che attraverso questi ricordi poi vengano incastrati"-. Diane Dimond

Naturalmente, la Dimond fa riferimento a Jim Clemente, i cui commenti pubblici su Michael Jackson e il caso hanno rivelato nel tempo solo pregiudizi e una profonda ignoranza. Ma mettendo da parte i miei sentimenti personali e le riserve su Clemente, quello che dice qui è assolutamente vero. Ed è esattamente il motivo per cui così tanti molestatori di bambini vengono poi presi in flagrante.
La loro voglia di fotografare e fare video delle loro "conquiste" o tenere traccia delle chat o dei messaggini, lascia una traccia inconfondibile di prove, e del tipo che garantisce una condanna penale al 100% . I veri pedofili, si rileva, sembrano notoriamente immuni dal resistere a questo desiderio, nonostante sappiano che questo voyeurismo sarà il loro cappio al collo.
E così, il fatto che anche dopo un intenso processo durato quattro mesi, le perquisizioni nella sua casa e il sequestro dei suoi beni (tra cui tutti i computer che erano in casa) , un decennio di sorveglianza dall'FBI, non una di queste esplicite prove è mai emersa per il divertimento dei nemici di Michael. Il meglio che i procuratori hanno saputo fare e, fino ad oggi, il meglio che i suoi detrattori sono stati in grado di continuare a fare, è quello di mettere insieme un caso fragile per "prove" circostanziale di alcuni elementi che l'accusa ha tentato di far accettare per il caso, ma che sono stati successivamente esclusi , perchè di nessuna rilevanza per il caso stesso.

In breve, abbiamo sentito di tantissime tracce di DNA maschile trovate in giro (nessuna legata alle presunte "vittime" di Michael), un paio di mutande sporche, alcuni libri d'arte ... e non un diavolo di niente altro ", come dichiarato dalle testimonianze.

Quindi, se Michael Jackson era davvero questo pedofilo orribile e molestatore seriale di bambini che i suoi detrattori e accusatori tentano di dipingere, DOVE SONO le foto, i video, le lettere d'amore, le chat, i messaggini e tutte le solite prove che i pedofili non riesco a resistere dall'accumulare?

Per ovviare a tale problematica, ci sono alcuni che amano cercare di ritrarre Michael come un pedofilo incredibilmente furbo e di buon senso e abbastanza intelligente da non farsi prendere con tali evidenze , ma le probabilità che Michael potesse farla franca con un simile stratagemma in oltre 20 anni capite bene che è abbastanza impossibile.
E dobbiamo anche credere che in tutto quel tempo, nessuno abbia mai registrato una conversazione telefonica compromettente?
Che nessuno di tutti quei ficcanaso di dipendenti di Neverland, fin troppo ansiosi di vendere una storia ai tabloid, abbia mai pensato di usare una macchina fotografica per catturare qualcosa di sospetto? O che, ancora più importante, se Michael fosse stato un pedofilo vero e proprio, avrebbe potuto così resistere alla tentazione innata di documentare le sue "conquiste" in qualche forma tangibile?

Diciamolo.. dei fatti! Se una prova simile fosse esistita, sarebbe sicuramente emersa anni fa. Certo, sarebbe stata anche colta al volo da Tom Sneddon e utilizzata nel processo, e nessuna giustificazione o motivazione della difesa avrebbe permesso che questa prova non venisse presentata in tribunale. Il fatto che non ci fosse nessuna prova, è stato ciò che ha portato alla completa assoluzione di Michael, ed il perchè le domande sulla sua colpevolezza o l'innocenza continuano ad essere un problema che i suoi nemici e detrattori continuano a discutere, piuttosto che dare per scontato che desiderano che lo fosse.

Nella nostra cultura di provenienza tabloid, naturalmente, l'idea di storie inventate o di prove inventate ,non dovrebbe essere del tutto una sorpresa. Le continue pubblicazioni da parte dei tabloid, tendono a gettare nel fango le celebrità, a volte offrendo anche cifre a 6 zeri per invogliare gli amici a mangiare dallo stesso "piatto sporco" o a inventarsi completamente le storie, e questa non è certamente una pratica segreta. Ma alcune celebrità sono state obbiettivi ben più grandi di altri. 

Il caso di Michael Jackson , rappresentò la tempesta perfetta per gli amici del tempo bello, per gli ex dipendenti scontenti, per chi era caduto in disgrazia e trovava così un modo per ricevere assegni dai giornalisti, e per i giornalisti senza scrupoli con il proprio programma di convergere in una frenesia che ha avuto pochi precedenti persino nel mondo del gossip. 
Quando parlai con un amico di Michael ,David Nordahl ,nel 2010, mi disse che gli erano stati offerti sino a 500 mila dollari da un tabloid per inventare storie su Michael. Sono state fatte offerte per inventare storie di bambini che avevano fatto da modelli per i quadri di Michael. Questo è stato assurdo su molti livelli, primo, perchè qui dipinti erano molto innocenti, e secondo perché non sono stati usati affato modelli per dipingerli. 
Erano tutti o prodotti dell'immaginario di Nordahl e di Michael, o, in alcuni casi, foto dell'infanzia di alcune persone di famiglia, come la moglie di Nordahl che appare nel "L'uomo dei sogni" il dipinto dove Michael appare accanto ad una bambina seduta dietro il braccio di Michael. 
Eppure l'idea di fabbricare storie fantasiose su questi dipinti è stata e rimane un grande business, ed è una fortuna che Michael avesse un amico fedele come David Nordahl, qualcuno che considera la sua amicizia con Michael molto più preziosa di mezzo milione di dollari.

Ma non è sempre stato così. Come sappiamo fin troppo bene, non solo molti conoscenti di Michael (la parola "amico" non può proprio essere usata in questo caso) sono stati ben disposti a venderlo, ma fra coloro molti e se il prezzo era giusto, sono stati ben disposti a inventarsi storie . Tuttavia, sappiamo tutti che il business dei tabloid è quello che è.

Io sto parlando di qualcosa di ancora più sinistro, che è il soggetto di questo post, e che riguarda la fabbricazione di false "prove" al fine di montare un caso e con vittime che non sono mai esistite (le cosiddette "vittime fantasma ') o per creare " prove ", in grado di sostenere le false accuse e dove prove non ne esistono. 
Nel corso della vita di Michael, questo genere di cose è accaduto con una frequenza allarmante, di solito attraverso un tentativo di ricatto . 
Nella morte, la pratica continua, e in particolare per due motivi, sia perchè la sua immagine e il suo brand sono ancora una grande business, e secondo perchè c'è una fazione di personaggi che vogliono a tutti i costi "provare" che lui era un pedofilo e ad esclusivo appannaggio della propria gloria personale . 
Alcune di queste persone sono così determinate e disperate, infatti, che non si fermeranno di fronte a niente pur di raggiungere questo fine. Crere documenti falsificati, false conversazioni, o anche foto false non è un problema per loro. In alcuni dei casi , i più noti, non si sono fatti scrupolo di coinvolgere , appunto, dei bambini reali come parte dei loro piani!

Uno dei casi più antichi e più eclatanti è stato quello di Rodney Allen aka John Templeton, un uomo canadese che, a metà degli anni '90, aveva un giro di prostituzione minorile a Toronto. Anche se suppongo che i fan più datati abbiamo familiarità con questo caso, vorrei riassumere brevemente a beneficio dei fan occasionali e dei ricercatori che forse non sanno.

La storia venne raccontata su Hard Copy nel 1995 dalla famigerata odiatrice/stalker seriale di MJ, Diane Dimond. Sebbene la Dimond si sforzi di presentarsi come una giornalista imparziale, che in realtà non è, la realtà è che dovette fare retromarcia alla svelta per uscire da una situazione altamente imbarazzante sia per lei che per Hard Copy. 
Ma si scopre, in seguito che c'era un altro motivo per cui Diane Dimond presentò se stessa come un giornalista imparziale circa Michael Jackson. Tuttavia, mi soffermerò maggiormente sui problemi del suo caso di "indagine", così come nel suo ruolo sulla fabbricazione di prove false contro Michael. Ma per ora, ci concentreremo solo sui fatti del caso Rodney Allen così come vennero originariamente riportati.

Diane Dimond afferma "il peggior incubo per Michael Jackson" e quella che era solo una truffa per incastrarlo. In realtà, il peggior incubo per Michael Jackson era avvenuto qualche anno prima, e Diane Dimond ne era stata una dei protagonisti!

La vera domanda qui è il motivo per cui, dopo aver appreso la verità su Rodney Allen, Diane Dimond, una donna che è l'emblema della verità , dell'integrità, e un asso nella manica per i diritti dei bambini molestati- si mette in disparte, lasciando che siano le autorità canadesi a scoprire il resto della storia. A quanto pare la sua preoccupazione per questo quindicenne (che in seguito è stato arrestato per tentata truffa) si concluse quando la storia finì in un punto morto per quanto riguardava il coinvolgimento di Michael Jackson. Rodney Allen è stato infine arrestato e condannato all'ergastolo nel 2001,dopo ben sei anni che questa storia era andata in onda. Nel frattempo, il fatto che fosse un capo di una"famiglia" maggiormente composta di minorenni, non era per Diane Dimond o per chiunque altro ad Hard Copy,motivo di interesse, e visto che erano tutti troppo impegnati a dare la caccia alla prossima storia falsa su Michael Jackson.

Nel 2010, Helena del Vindicate MJ ,ha scritto un grande pezzo su questa storia e ha sollevato molte domande inquietanti su come e perché l'intera storia di Rodney Allen venne gestita in modo così disinvolto:
https://vindicatemjj.wordpress.com/2010/04...dont-lie-video/

Sono d'accordo con la maggior parte delle domande che si pone. Ad esempio, ma chi era Rodney Allen, qual era la sua partecipazione nell'idea di inventare una causa contro Michael Jackson, e soprattutto, come faceva ad avere informazioni così dettagliate su Hayvenhurst, Neverland, e i dipendenti di Michael? Informazioni che poi ha usato per istruire un adolescente in modo convincente e tale che quasi ingannava la polizia canadese?


Beh, a quanto pare, sia Rodney Allen che Diane Dimond avevano la stessa fonte da tempo addietro e comune: Un uomo di nome Victor Gutierrez,che non era certo estraneo all'arte di fabbricare storie false su Michael Jackson, e che era ossessionato fin dal 1986 con l'idea di "incastrare" Michael .

Ho già scritto su Victor Gutierrez altre volte, i suoi collegamenti con il NAMBLA, e la sua ossessione :
www.allforloveblog.com/?p=8405
www.allforloveblog.com/?p=8471

Il resoconto più dettagliato fra Victor Gutierrez, Rodney Allen e Diane Dimond può essere trovato qui.
Proviene da un autore esperto in giornalismo d'inchiesta, e che è stato scritto per svelare la sporca storia di Victor Gutierrez nelle accuse contro Michael Jackson. Ci sono anche molti documenti dai tribunali che dimostrano la storia degli individui che si sono impegnati molto nel rendere la vita di Michael Jackson un inferno vivente:
https://turningthetableonthechandlerallega...g/rodney-allen/

Il collegamento tra Dimond, Gutierrez, e Allen, va sottolineato quando si parla di prove false create contro Michael Jackson, anche se la Dimond in almeno una occasione ha saggiato lo scudo della legge quando ha dovuto proteggersi dall'essere denunciata da Michael. Quindi adesso osserviamo da vicino la creazione di una di queste palesi false prove create contro Michael, e in che modo queste persone erano coinvolte.

I post che cito sopra sono importanti , perchè confermano la connessione fra Rodney Allen e Victor Gutierrez (c'è molta corrispondenza dell'autore con Rodney Allen) e confermano anche la tempistica strategica, con cui i racconti di Rodney Allen finirono raccontati ad Hard Copy nell'aprile del 1995.


Per riassumere brevemente quella che non è altro che una storia sporca e contorta, nel dicembre del 1994, Victor Gutierrez aveva cercato senza successo di vendere la storia ai tabloid su una presunta videocassetta nella quale , secondo lui, Michael era impegnato in atti osceni con il nipote Jeremy. Gutierrez cita quale fonte della videocassetta la madre di Jeremy ,Margaret Maldonado, ex moglie di Jermaine Jackson. Gutierrez sosteneva di essersi incontrato con la Maldonado in hotel , il Century Plaza, per visualizzare il contenuto del nastro. La Maldonado smentì con veemenza in tribunale, sostenendo che non aveva mai incontrato Gutierrez, e l'hotel Century Plaza non aveva mai visto Gutierrez li.
Jeremy è il terzo da sinistra nella foto
Gutierrez non ebbe molta fortuna nel riuscire a vendere la sua storia ai tabloid. Era la fine del 1994, più di un anno da quando la storia Chandler aveva infiammato i media. Ma oltre a questo, la storia di Gutierrez , non reggeva perchè non era mai stato in grado di dimostrare l'effettiva esistenza del video.

Alla fine si rivolse alla sua amica ,Diane Dimond, trovando in lei un alleato più che disposto a divulgare la storia, anche se non aveva mai visto il video o la persona presunta nel video. Sulla base delle informazioni da una "fonte" (Gutierrez) ,andò in onda, nel gennaio del 1995 in un intervista alla radio e non segnalando che sapeva dell' esistenza di un nastro che però non aveva mai visto, ma anche riferendo falsamente che l'inchiesta su Michael Jackson veniva riaperta. Questo era palesemente falso. La procura della contea di Los Angeles aveva , infatti, già respinto la storia come falsa e non aveva alcuna intenzione di riaprire l'inchiesta.

Anche se nessuno aveva ancora visto il presunto nastro , Gutierrez a parte, Hard Copy parlò della notizia pochi giorni dopo che la Dimond aveva gettato l'amo durante l'intervista radiofonica, il 5 gennaio. Il 9 gennaio 1995, Hard Copy riportò la storia con una precisazione da Gutierrez, e diversi tabloid britannici seguirono l'esempio.

Eppure, c'era un grosso problema ... che questa presunta videocassetta, nessuno l'aveva mai vista,tranne la "fonte" , che avrebbe potuto consegnarla, o mandarla in onda anche per pochi secondi. Ma nessuno pare essersi posto il problema.

Michael , denunciò tutte le parti coinvolte, Gutierrez, la Dimond, e Hard Copy -per 100 milioni di dollari il 12 gennaio 1995. La Dimond, disperata convinse il suo buon amico, Tom Sneddon a scrivere una dichiarazione in sua difesa, citando la legge Shield , in poche parole indicandola come una giornalista che semplicemente segnala una notizia, senza malizia, di quello che gli viene detto dalla sua "fonte" e che pertanto non doveva essere parte del procedimento.

I tribunali , furono apparentemente convinti dall'appello accorato di Sneddon per la sua buona amica, e la Dimond alla fine fu esonerata dal caso. Il risultato fu che Victor Guiterrez venne condannato a pagare a Michael Jackson 2,7 milioni dollari in danni, ma lasciò il paese tornando in Cile in un atto di codardia che gli permise di evitare il pagamento. In una dichiarazione firmata, Gutierrez dichiarò di essere tornato in Cile per "trovare un buon lavoro", ma non essendo riuscito a trovarlo, "Non aveva i soldi per comprarsi il biglietto di ritorno". (Nonostante il fatto che lui poi si sia vantato di vivere in un palazzo con 21 camere da letto!).

Ma qui è dove la cosa si fa interessante. A quanto pare, Victor Gutierrez e Rodney Allen erano più che semplici conoscenti nel 1995, quando questa storia venne alla luce (l'autore del blog di cui sopra afferma che Allen frequentava spesso Gutierrez a Los Angeles) . E Diane Dimond, non utilizzava Gutierrez come semplice "fonte di informazioni", ma siccome lo considerava un buon amico, avrebbe quasi sicuramente dovuto essere a conoscenza di questo fatto! Se tutto questo è vero, allora non c'è mai stato " nessun grande mistero" sulla reale identità del signor John Templeton, e Diane Dimond sarebbe stata perfettamente consapevole che il contatto a Toronto, in Canada, di nome Rodney Allen e la sua "fonte" Victor Gutierrez stavano lavorando insieme alla cosa!

Altra cosa interessante è che Diane Dimond aveva scelto di raccontare la storia di Rodney Allen su Hard Copy nell'aprile del 1995, nel momento esatto in cui lei era ancora coinvolta nel contezioso che Michael aveva sporto contro di lei. Sono d'accordo al 100% con l'autore del blog che la tempistica fa pensare ad una strategia ben pianificata per dimostrare che Dimond e Hard Copy riportavano solo obbiettivamente notizie su Michael Jackson, in un momento in cui erano particolarmente interessati a dimostrare questo. 
C'è stato anche un periodo in cui Michael era stato fortemente pressato per lasciar perdere con la denuncia contro Diane Dimond e Victor Gutierrez. Gutierrez, in particolare, attraverso il suo avvocato Robert Goldman, che si era impegnato in più di una minaccia per difendere il suo cliente, in particolare la minaccia che Gutierrez avrebbe fatto uscire un libro completamente inventato sul fatto che Michael Jackson era stato il suo amante, questo se il caso fosse andato a giudizio.

Non posso dire senza ombra di dubbio che Diane Dimond, fosse consapevole che la storia sulla videocassetta era completamente inventata, ma di sicuro, lei ha aiutato e spalleggiato l'autore del falso e ha riferito false informazioni quando ha affermato che il caso veniva riaperto (Sneddon, va notato, fu molto attento nella dichiarazione in sua difesa, affermò che l'inchiesta era in fase "non attiva, ma non chiusa" al fine di attenuare la menzogna e dare una spiegazione sul perchè potesse essere giunta a tale conclusione). Aveva anche consapevolmente e volontariamente fornito dettagli circa la videocassetta che non aveva mai visto, e quindi non aveva la verifica che quello che stava riportando non era vero.

Ma ancora più inquietante è come sia potuta essere stata così completamente cieca nei confronti di Rodney Allen. E ancora peggio, se lei era già a conoscenza della sua identità e di ciò che praticava in Canada, perché stava ancora perdendo tempo rincorrendo depistaggi su Michael Jackson, invece di investigare su questo tipo?

Tenendo a mente la connessione fra Rodney Allen ,Diane Dimond e Victor Gutierrez , improvvisamente tutti i pezzi del puzzle si incastrano. Spiegherebbe, per esempio, come Allen ha avuto accesso a descrizioni su Hayvenhurst e Neverland . Non risponde alla domanda di chi sia l' "altro" membro della famiglia Jackson che avrebbe potuto molestare Allen, ma data la capacità di entrambi, Allen e Gutierrez, nel fabbricare prove false, non c'è motivo per credere (senza prove solide) che Allen sia mai stato molestato da nessuno nella famiglia Jackson.

Tutta la storia potrebbe essere parte di una truffa elaborata e creata dalle 3 parti coinvolte-Diane Dimond, Victor Gutierrez, e Rodney Allen? Non posso dirlo con certezza, ma sulla base dei fatti, certamente non la escludo come possibilità.

L'intera situazione puzza . Il meglio che possiamo dire, a voler essere generosi sul presunto coinvolgimento di Diane Dimond, è che ha usato le sue conoscenze con Gutierrez e Rodney Allen autori di una storia falsa che l'avrebbe aiutata a far bella figura quale cronista obbiettiva, nel mentre la causa che Michael aveva sporto contro di lei procedeva. Ma il peggior scenario di lei artefice con questi due in una truffa per fabbricare una causa contro Michael è decisamente più realista.

Purtroppo, i tentativi di incastrare Michael con false prove non finiscono qui.

Nel 2012, ho raccontato la storia di Alexander Montagu, un lontano parente della principessa Diana che ha utilizzato l'affetto che Michael nutriva per la Principessa Diana per inventarsi questa sgradevole altra storia. Invitò Michael a partecipare ad una cerimonia commemorativa a Los Angeles per Diana nel settembre del 1997. 
Tuttavia, l'invito come si è scoperto in seguito, era solo una facciata per guadagnare la fiducia di Michael. Andava anche dicendo che Michael , personalmente, gli aveva confessato di non essere stato invitato al Memorial di Londra e che la sua unica possibilità per onorare la sua amica era partecipare all'evento di Los Angeles. 
Tuttavia, il vero piano di Montagu era quello di far si che Michael tornando in albergo potesse incontrare suo figlio Alex, Jr. Montagu, che era molto interessato a Michael e incontro nel quale Alexander gli parlò dei suoi progetti degli aerei che costruiva, al punto che Michael prese in considerazione l'idea di acquistare un aereo da Montagu. 
Durante la visita di due ore circa, i piani di Montagu sembravano andare ben oltre l'amichevole interazione tra Michael e suo figlio. Anche se Michael ha poi invitato la famiglia a Neverland in almeno una occasione, qualunque relazioni amichevole può aver avuto con Alexander Montagu , si era incancrenita rapidamente quando l'accordo per acquistare l'aereo era saltato. Tuttavia, venne poi rivelato dalla moglie di Montagu, Wendy, che l' intera idea era diversa sin dall'inizio, e cioè sostenere in un secondo momento che Michael aveva molestato Alex, Jr! 
Per fortuna, ho avuto una fonte meravigliosa durante la stesura di questo articolo, Melinda-Pillsbury Foster, un amica personale di Wendy Montagu che era al corrente di tutta la sordida truffa! 


Anni dopo, durante il processo Arvizo, Montagu aveva contattato Tom Sneddon ed era stato citato in giudizio a comparire come testimone per l'accusa. Anche se non aveva avuto successo nel suo precedente tentativo di un rapporto compromettente fra Michael e suo figlio, aveva ancora il filmato di Alex, Jr. che giocava molto innocentemente con Michael e pensò che avrebbe potuto farne buon uso. Pensò che il filmato potesse aiutare l'accusa, sostenendo che dimostrava come Michael si prendeva "cura" delle sue potenziali vittime. 
Questo faceva parte del piano della procura che tentò di "esporre" lo stile di vita di Michael, includendo il famigerato Neverland Five, un gruppo di cinque scontenti ex dipendenti che ri-emersero nel 2005, dieci anni dopo aver citato in giudizio il loro capo ma non essere stati in grado di portare alcuna prova delle loro affermazioni. 
Per lo più erano solo riusciti a vendere qualche storia fasulla ai tabloid e a mettere in imbarazzo e umiliare il loro ex capo . Le storie fasulle e vomitevoli non sono prove di un reato, e tali tentativi deboli come introdurre quale "prova" un filmato innocente come quello portato da Montagu in un processo penale, e facendo apparire il tutto assai assurdo, era evidentemente il meglio che avevano da fornire. 
E' straziante vedere questo video dove Michael gioca innocentemente come un bambino, e pensando di essere tra amici, quando la realtà era ben diversa.


Nella mozione presentata dalla difesa affinchè la testimonianza di Montagu venisse rigettata, è dichiarato esplicitamente:
"C'è qualcosa di inquietante su quanta vemenza c'è nel signor Manchester nel voler testimoniare su un incidente in cui suo figlio nega che si sia verificato nulla di illecito."
I piani , fallirono del tutto quando Wendy Montagu si rifiutò di cooperare e minacciò di esporre la truffa. Ancora peggio per lui, suo figlio Alex, Jr. rifiutò di accusare Michael . Il ragazzo aveva solo bei ricordi del suo breve tempo trascorso con Michael, e scelse di stare con la madre. Montagu evitò di testimoniare , sostenendo di essere stato minacciato dal team di Jackson ma la realtà era che sapeva che la sua storia non avrebbe retto se non suffragata dalla moglie Wendy, e non poteva rischiare il fatto che lei avrebbe potuto smentirlo raccontando la verità.

Purtroppo, non vi è un legame diretto fra Alexander Montagu a un altro costruttore di storie su Michael Jackson-nientemeno che Scott Thorson!

E, per aggiungere ulteriori altri particolari su coloro che hanno tentato di creare altre storie false su Michael, c'è un articolo molto interessante sugli svariati tentativi di Marc Shaffel nel cercare di mostrare della pedopornografia che coinvolgesse Michael:
https://michaeljacksonvindication2.wordpre...fel-connection/

Il post è per lo più una scansione da un capitolo del libro di Andrew Brietbart, Hollywood Interrupted, che vale la pena di leggere. La fonte di Brietbart per queste informazioni era Paul Baressi, che scoprì la truffa di Schaffel ma non ricevendo dagli avvocati di Michael il compenso che pensava di meritare, si arrabbiò molto. Brietbart è certamente un fan di Michael Jackson, ragion per cui avrebbe davvero pochi motivi per mentire sulle informazioni ricevute. Il piano di Schaffel, in poche parole, era quello di far credere di avere un film porno con due ragazzini e Michael, nella speranza di riuscire ad ottenere 25 milioni di dollari . Secondo la fonte di Baressi, David Aldorf, un socio di Shaffel, disse che se non avesse ottenuto i suoi 25 milioni dollari il passo successivo sarebbero stati i tabloid.


E, a proposito di false prove famose, non dimentichiamoci che una delle più note fu la scena che Martin Bashir (che è ormai noto aveva Victor Gutierrez come consulente durante le riprese di Living With Michael Jackson) costrinse Gavin Arvizo a fare appoggiando la testa sulla spalla di Michael!


Sono certa che ogni racconto che ho analizzato qui, non è che la punta dell' iceberg. Come ho detto prima, la pratica di portare false accuse contro Michael, e di fabbricare e creare prove o vittime fantasma è in atto sin dal caso Chandler, e forse anche prima (in realtà, ovvio che il caso Chandler potrebbe essere semplicemente stata la prima e unica prova falsa riuscita secondo i piani, e che senza dubbio ha posto le basi per i molti altri tentativi). 

In tal caso, anche, nessuna prova "pistola fumante" esplicita è stato mai prodotta, la pressione e l'imbarazzo raccolto della pubblicità negativa è stato sufficiente per permettere ad alcuni di ottenere dei lauti guadagni . Così, la motivazione del ricatto è sempre stata presente. Anche se, come Victor Gutierrez e altri hanno imparato a loro spese, anche i tabloid hanno i loro limiti. Molti di questi "giornalisti", senza scrupoli , hanno imparato come farsi beffa del sistema, e mantenere un equilibrio fra il permissivismo da tabloid, da una parte, e la polizia, dall'altro, e come fregare entrambi. . 
Ad ogni modo, molti lo considerano una sorta di " tutti vincitori", pensando che la minaccia di una pubblicità negativa possa essere sufficiente per un pagamento o che il reddito generato dai tabloid da solo possa valerne la pena. Nel migliore dei casi, è quello che sperano, cioè, che un diluvio di titoli imbarazzante alla fine porterà a qualche compenso.

Tuttavia, nel caso particolare di Michael Jackson, il motivo e la posta in gioco per creare prove false contro di lui ha un ordine del giorno ancora più sinistro per il solo raccimolare denaro o per avidità. Per alcuni, è l'ambizione di una vita nel voler "provare" ciò che è rimasto elusivamente "non dimostrabile" per loro.

Questo ci riporta alla recente post di Carlo Riley. A quanto pare, secondo quanto ho potuto sapere da Riley, questa non è la prima volta. Nel corso degli ultimi anni, gli è stato offerto più volte del denaro per fare foto imbarazzanti con dei bambini. Gli è stato chiesto di posare anche per le foto di una cover (quest'ultima cosa forse non così grave come quella delle foto con bambini, ma pur sempre la dimostrazione di un tentativo di falso), e sembra essere una pratica che ha preso di mira, almeno alcuni dei più noti sosia che lo tributano. 

Suppongo che sia un'idea che può avere senso nelle teorie di qualcuno. Prendere un sosia di Michael Jackson abbastanza somigliante da sembrare lui e pagarlo per posare in foto o un video tape (questo, naturalmente, può essere richiesto solo a fini incriminanti). Il problema è che la maggior parte dei sosia di MJ, almeno quelli che conosco, sono persone che amano, rispettano e ammirano l'uomo che emulano. 
E' il loro eroe, e non farebbero mai nulla del genere. Tuttavia, non tutti i suoi sosia sono così scrupolosi e sono certa che alcuni, proprio come chiunque altro, farebbe "qualsiasi cosa per soldi." Ci sono alcuni che imitano Michael Jackson semplicemente perché è un modo per fare soldi e ottenere una certa notorietà. 
Mi auguro sinceramente che siano la minoranza, e credo che lo siano. Certo, è assai dubbio che un tale stratagemma possa reggere a lungo, sotto intenso scrutinio. 

I fan di Michael Jackson ,sanno quando sembra come lui, e un falso può esser sbugiardato abbastanza in fretta. Inoltre, ci sono ancora abbastanza giornalisti rispettabili là fuori che credo riuscirebbero a scoprire la truffa abbastanza alla svelta. Le fotografie possono essere smascherate velocemente. 
Ma nel mondo di oggi, delle notizie flash, del copia e incolla del giornalismo (dove i fatti sono raramente controllati e una storia falsa può diffondersi a macchia d'olio in poche ore) basterebbe un tabloid disposto a raccontare la storia.
Anche se non ho potuto verificare tra tutti i sosia di MJ quanto questa pratica sia diffusa è ovvio che quelli più noti come Riley sono i più presi di mira. Riley è spesso presente a molte cerimonie su Michael Jackson in tutto il paese. Se qualcuno stava pensando di assumere un sosia per fargli fare delle foto compromettenti con dei bambini, è ovvio pensare che vada cercando i sosia più noti.

Potrebbe essere un caso che Carlo Riley ha parlato, pochi giorni prima che il caso di richiesta creditizia verso il patrimonio di MJ di Wade Robson venisse respinto? Questo potrebbe essere stato un last minute, un disperato tentativo da parte di Robson e dei suoi avvocati per raccogliere una sorta di prove, una qualsiasi prova, per sostenere il suo caso? Non c'è modo di saperlo con certezza e, purtroppo, posso fare solo speculazioni su questo. La speculazione. Riley ha detto che le persone dietro a queste richieste non hanno avuto il coraggio di dire chi erano e quali erano le loro motivazioni, e se lui sa di più, a quanto pare non è libero di dirlo. Tuttavia,non è un caso che questo tipo di racconti vengano fuori ogni volta che il nome di Michael è la notizia. Che si tratti di una notizia positiva o negativa, la copertura dei media trova sempre il modo di infilare del torbido in quello che scrivono.

Per tornare alla domanda iniziale, la risposta a quanto prevalente è questa pratica. La parte orrida è che è abbastanza prevalente e ancora dopo che Michael ci ha lasciati sei anni fa.E resta tale perchè, un processo, una assoluzione e almeno 22 anni di pene, e di accuse nella ricerca disperata di quella "pistola fumante" mai trovata, non sono sufficienti a soddisfare coloro che disperatamente vogliono che il mondo creda che Michael ha commesso questi crimini. Se il motivo è utile o solo per "dimostrare un punto" ci sono alcuni che non si fermeranno mai e non si guarderanno mai del tentare di tutto.


Anche se questo dovesse significare creare prove che non sono mai esistite, e che non esisteranno mai.

ORIGINAL TEXT:
PLANTING FAKE EVIDENCE AGAINST MJ: JUST HOW PREVALENT IS THIS PRACTICE? by RAVEN

LINK TRADUZIONE - MJGW
Creare prove false contro Michael Jackson: da quanto prevale questa pratica?