mercoledì 17 giugno 2015

MJ: L'artista e la sua Genialità (1° Parte)

Mark Fisher, critico musicale
"Ma ascoltatela.. E resterete subito incantati dalla sua potenza drammatica, sedotti e attirati all'interno del suo immaginario spazio sonoro. 'Billie Jean' non è solo uno dei migliori singoli mai prodotti, ma anche una delle maggiori opere d'arte del ventesimo secolo, una scultura sonora a vari livelli il cui splendore sinuoso di pantera sintetica è in grado di svelare dettagli e sfumature ancora ignoti anche quasi trent'anni dopo."
"But listen to it.. And you will be enchanted by its dramatic power, seduced and lured inside his imaginary sound space. Billie Jean is not only one of the best singles ever produced, but also one of the greatest works of art of the twentieth century,a sound sculpture at various levels whose sinuous splendor of synthetic panther is able to reveal the details and nuances still unknown even after almost thirty years. " - Mark Fisher, music critic

Donnie Simpson
"Ciò che ha reso Michael grande è stato il suo talento naturale, ma ciò che lo ha reso straordinario è stato che lui era un talento naturale che ha intensamente studiato e messo in pratica il suo mestiere come se non avesse mai ricevuto nessun dono".
"What made Michael great was his natural talent, but what made him extraordinary was that he was a natural talent who intensely practiced and studied his craft as if he had no gift".

Bill Bottrell riguardo il processo di lavorazione dell'album BAD
"Michael stava crescendo e voleva sperimentare libero dalle restrizioni del gruppo di "WestlaKe", è per questo che chiese a me e a John Barnes di lavorare, saltuariamente, nel suo studio di casa per un anno e mezzo.
Programmava, maneggiava e costruiva gran parte delle canzoni del disco, poi mandava ciò che risultava ai WestlaKe Studios, inciso su nastro due pollici, e loro erano liberi di registrare il materiale, aggiungendo cose come archi o ottoni a loro discrezione.
E' così che MJ ha cominciato ad esprimere la sua indipendenza creativa, come un ragazzo che lascia il nido un pò alla volta."
"Michael was growing and wanted to experiment freely from the restrictions of the group of "Westlake", that's why he asked me and John Barnes to work,occasionally in his studio at home for a year and a half.
He was planning, handled and built most of the songs on the disc, then he would send the result to the Westlake Studios, recording it on tape, and they were free to record the material, adding things like strings or brass at their discretion.
This is the way that MJ began to express his creative independence, as a guy who leaves the nest a little by little. "

Glen Ballard, autore della canzone MAN IN THE MIRROR
"La canzone era un momento davvero magico e aveva moltissime affinità con l'interpretazione vocale di Michael.. Negli ultimi due minuti cominciò a fare tutti quei suoi incantesimi: gli 'shamon' e gli 'ooh'.. Ci arrivò da solo.. Noi non avremmo potuto scriverli di certo... Le armonie che avevamo scritto erano piene di strani intervalli, ma Michael le capì al volo.. Lui sapeva come cantarla in modo impeccabile..."
"The song was a truly magical moment and it had many similarities with the vocal interpretation of Michael.. In the last two minutes he began to do all those spells: the 'Shamon' and 'ooh'.. He created them himself... Of course, we could not write it ... The harmonies that we wrote were full of strange intervals, but Michael immediately understood them.. He knew how to sing it flawlessly..."

Man In The Music - Joe Vogel
Brad Buxer e Matt Forger raccontano di aver registrato entrambi, suoni di percussioni colpendo cose come vetro, metallo, bidoni dell'immondizia a volte anche con mazze da baseball mentre Teddy Riley dice di aver campionato i rumori dello zoo di Michael Jackson a Neverland. Il cantante infatti, percepiva la musica in ogni cosa e chiedeva ai suoi collaboratori di registrarla e tenerla da parte per usarla in futuro.
Brad and Matt Forger Buxer say they recorded both, percussion sounds hitting things as glass, metal, bins for garbage sometimes with baseball bats, while Teddy Riley says he sampled the sounds of the zoo of Michael Jackson at Neverland. The singer in fact, perceived music in everything and asked his collaborators to record it and keep it aside to use it in the future.

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