lunedì 7 dicembre 2015

FANS, AMICI, VIP ...Parlano di Michael (7° Parte)

Janice Frogel
È successo in un McDonald, vicino a Disney World in Florida, nel 1984.
Il ristorante era affollato. Ero distante, nella fila di destra e mi voltai a guardare verso l’esterno. Michael stava entrando nel locale. Indossava un cappello, ma non aveva nessun travestimento.
Abbiamo avuto un contatto diretto, occhi negli occhi. Gli sorrisi e mi restituì questo enorme sorriso, poi si mise tre file lontano da me. 
Volevo andare a parlare con lui, ma non volevo correre il rischio di farlo andare via. Così mi guardai un po’ intorno.
Un paio di minuti più tardi,Michael era lì in piedi accanto a me, di fronte a me. Aveva questo grande sorriso sul volto.
Mi girai verso di lui e siamo rimasti così, faccia a faccia, sorridendoci a vicenda. Poi mi strizzò l’occhio.
Sulla base di questo, capii che voleva fare la fila insieme a me, così feci qualche passo e mi misi accanto a lui. Notai che c’era un uomo accanto a lui. Pensai si trattasse della sua guardia del corpo. Poi si voltò verso il bancone e, con i suoi modi, si abbassò il cappello sul viso.
Volevo disperatamente parlare con lui, ma non volevo che si sentisse obbligato a rispondermi e sapevo che se qualcuno avesse sentito la sua voce, l’avrebbero riconosciuto. Siamo stati in fila per oltre dieci minuti.
Mi sono sentita male per lui, perché capii che era molto nervoso… la fila era così lenta. Eravamo quasi giunti al bancone quando si udii questo urlo fortissimo.
Mi voltai e vidi questa bambina ( avrà avuto 6 o 7 anni) in piedi che gridava “C'è Michael Jackson! "
Mi rivolsi a Michael ma era già quasi fuori dalla porta. Poi ci fu un fuggi fuggi di persone. Successe tutto così in fretta.
Misi le braccia davanti a me e cercai di farmi strada attraverso tutti questi corpi. Mi ricordo che ero circondata da persone che spingevano. Non ho mai pensato di correre dietro a Michael, non lo farei per nessuno.
Cercai di arrivare al bancone e mi ci appoggiai mentre quasi tutti,nel ristorante correvano dietro a Michael. Dopo, da una finestra,ebbi una buona visuale del tutto. Era spaventoso! Ho visto Michael che correva per salvarsi la vita e questa massa di almeno settanta o ottanta persone correre verso di lui.
Mi ricordo di questo giorno che il mio cuore batteva così forte e così in fretta. Ero molto spaventata per la sicurezza di Michael. 
Una di quelle persone lo spinse giù dal marciapiede, sarebbe probabilmente stato calpestato da tutte quelle persone che cercavano di ottenere un pezzo di lui, se non fosse arrivata la macchina a portarlo via.
Ero così grata e così sollevata. Ho guardato Michael con occhi diversi,dopo aver visto quello che doveva passare.
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Beechy Colcough, psicologo di Michael Jackson -12 gennaio 1998
«Aveva bisogno di parlare e camminare. E io sono pronto a seguire i miei clienti ovunque lo desiderino; così, dal momento che voleva fare qualcosa di molto comune, siamo entrati in un fast food. Nessuno se n'è accorto, perché nessuno si aspettava di vedere Michael Jackson in un posto del genere. Era contentissimo».
Tuttavia, il rapporto con il "re del pop" non è stato facile: «Ero molto intimidito dal suo status di star e dalla cerchia di persone che lo circondava. Una volta superato questo sbarramento, però, si è rivelato una persona come le altre. Guardatelo: sta bene, no? Ha un bell'aspetto, è sposato, ed è adorabile».
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Nel 1993, mentre i media "banchettavano" sulle accuse di pedofilia mosse dai Chandler ai danni di Michael, l'attore premio Oscar, Maximilian Schell, decise di far pubblicare a sue spese in ogni copia dell'Hollywood Reporter,una lettera indirizzata a Michael per manifestargli la sua stima e supporto...
19 Novembre 1993 di Maximilian Schell
A MICHAEL JACKSON (da qualche parte in questo pianeta)
Caro Michael,
mi vergogno profondamente- PER LA STAMPA, PER I MEDIA, PER IL MONDO - io non ti conosco- ci siamo incontrati solo una volta in una di quelle cene agli Awards ( "Entertainer of the Decade”).
Ci siamo stretti la mano ,sei stato così gentile e cortese. Non credo che tu sapessi chi fossi , come avresti potuto?
I nostri mondi sono troppo distanti (diciamo che io sono più “classicheggiante”) , ma ti ho guardato negli occhi, erano gentili.

Tu sei un grande artista e io ti ammiro- mia figlia più piccola (ha 4 anni e mezzo) ti ama!!! profondamente, anche lei ti vorrebbe sposare (ma tu non l'hai mai chiamata!!). Ti imita tutto il tempo e ci riesce bene.
NOI TUTTI TI AMIAMO.
Mi piacerebbe che lei ascoltasse di più Mozart, ma lei ti ama ed io rispetto i suoi gusti!!
Ti ammiro profondamente per il fatto che stai riuscendo a sopravvivere a questa valanga di immondizia che hanno gettato sopra di te.
Grazie per quello che sei. Che Dio ti benedica.
Maximilian Schell
Post scriptum: “Non si vede bene che col cuore- l'essenziale è invisibile agli occhi (Il piccolo principe)
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PREMESSA: 
Gregory Peck fu amico di Michael per più di 25 anni e spesso era solito andare a fargli visita a Neverland.
Nel 2003, quando esplose lo scandalo Arvizio, l'attore scrisse una lettera di supporto a Michael rinnovandogli la sua amicizia e la sua immensa stima. Eccola:
“Caro Michael,
Tu sei conosciuto in tutto il mondo come un grande artista,ma pochi ti conoscono come padre. Siamo molto amici e ci conosciamo da più di 25 anni e abbiamo trascorso molto tempo insieme a te a giocare con Prince,Paris, Blanket e i nostri nipoti. 
Noi e i nostri figli, che sono tuoi coetanei, ti abbiamo sempre ammirato per il padre amorevole e premuroso che sei diventato. Ti amiamo e ti rispettiamo. Hai educato i tuoi figli con dolcezza,gentilezza e genuina preoccupazione per il loro benessere. 
L'amore e la gioia che trasmettono sono il riflesso del tuo amore e della tua attenzione come genitore. Coloro che ti criticano e ti giudicano farebbero bene a guardare all'interno delle loro famiglie. Ti ho visto innumerevoli volte come un padre attento e devoto, e ci uniamo a tanti dei tuoi amici che stanno accanto a te e alla tua famiglia in questo momento.
Con affetto,Veronique e Greg”
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Warwick Davis
Michael è venuto a visitare gli studi di ILM (Industrial Light and Magic), la società di effetti speciali di George Lucas durante la post-produzione del suo film in 3D, Captain EO.

E' stata una visita mordi e fuggi. Lui semplicemente si guardava in giro- non c'era nessun entourage, niente fanfare.... c'era solo Michael Jackson. Abbiamo parlato degli Ewok (nota di Manu : gli Ewok sono personaggi immaginari appartenenti all'universo fantascientifico di Guerre stellari) e io, effettivamente, non riesco a ricordare se durante il nostro incontro, mi sono tolto la mia maschera da Ewok. Guardate la foto - ho incontrato il Re del Pop e sono rimasto nascosto dietro una maschera di pelliccia per la foto della vita!!!! Ma quello sono io...lo giuro.

Ho deciso di pubblicare questo aneddoto come segno di rispetto e ammirazione per un grande cantante, performer, intrattenitore e uomo. Grazie Michael per avermi donato la colonna sonora della mia infanzia.
Traduzioni: Emanuela Arezzi

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