domenica 6 dicembre 2015

Jackson " Re " per una notte, Bucarest sembra New York

Michael Jackson ha tenuto il suo trionfale concerto " Dangerous " allo Stadionul National collegato con 18 Paesi d' Europa

3 ottobre 1992
DAL NOSTRO INVIATO A BUCAREST . 
Alla fine dei sette chilometri di quella faraonica strada monumentale con dieci corsie, immensi palazzi mai terminati, giochi d' acqua, rotonde e fontane, progettata per le grandi parate dalla megalomania di Ceausescu, la scorsa notte durante il mega.concerto molti capi ex comunisti, rimasti con la faccia di bronzo al posto di prima, erano verdi d' invidia.

D' accordo. Quando chi disertava le manifestazioni di devozione al partito veniva cacciato via dall' universita' o dal lavoro, lo Stadionul National, dove Michael Jackson ha cantato per ore davanti a 70.000 persone nello spettacolo "Dangerous", che e' stato trasmesso in 18 Paesi d' Europa in differita o in diretta, oltre al Canada e agli Stati Uniti, era ancora piu' pieno.

Ma c' era una differenza, perche' l' entusiasmo di Bucarest per il cantante, nel primo mega.concerto pop occidentale in un Paese ex comunista, ieri notte era assolutamente spontaneo. La differenza si e' sentita e si e' vista (ma la tv si e' guardata dal metterla in onda) subito dopo l' apparizione del cantante sul podio, accolto con acclamazioni da eroe, in mezzo a un affettuoso sventolio di bandiere USA.
Quando l' impresario di Jackson, Marcel Avram, ha rivolto un saluto alle autorita' , schierate in tribuna d' onore col biglietto gratis, al nome del presidente Iliescu e del ministro degli Esteri Nastase, dallo stadio e' partito un boato di parolacce e di fischi. Ma la verita' e' che della politica gli spettatori almeno per una notte si volevano dimenticare.

Con Michael Jackson che cantava fra mitragliate verdi di laser che bucavano il cielo, esplosioni di suoni e tempeste di luce elettronica, e grazie ai potentissimi amplificatori si faceva sentire anche a due chilometri di distanza, invece che in Romania sembrava di essere in America a Central Park.

Per tutta la notte, dagli ultimi piani dei palazzoni affacciati sul parco, oltre agli spetttatori decine di migliaia di persone hanno seguito il concerto, senza dover pagare le 25.000 lire del biglietto: davvero troppe per un romeno normale che in un mese, di lire, ne guadagna solo 60.000. Il concerto, smentendo tutte le ansie della vigilia, e' stato un colossale successo.
La polizia, senza esperienza per manifestazioni di questo tipo, temeva disordini, e aveva mandato per controllare la folla automezzi blindati, autopompe, perfino commandos in uniforme da combattimento e cani feroci da guerra. Ma non ce n' e' stato bisogno.

"Da questa notte, ha gridato a pieni decibel il manager di Michael Jackson , Bucarest e' la capitale mondiale del pop". Nello stadio scoperto, anche per difendersi dal freddo autunnale, la marea umana ha risposto ballando frenetica, sopra le gradinate e in mezzo al terreno di gioco, diventato una giungla di mani protese per agguantare il cappello o la giacca, che fra una canzone e l' altra il cantante lanciava agli spettatori.
Sugli spalti, quando la regia per un attimo spegneva il laser e i riflettori, per creare un effetto di raccoglimento, si accendevano le fiammelle del pubblico. Qualcuno piu' fantasioso, in sostituzione dei palloncini troppo costosi, ha liberato nell' aria contraccettivi gonfiati, dono umanitario dell' Organizzazione mondiale per la sanita' contro l' Aids. Michael Jackson commosso ha apprezzato.

Dopo un' indimenticabile esecuzione di "Jam, Smooth Criminal" e "Rhytm is a dancer", alla fine di "Can' t stop loving you", con tanto di "passeggiata spaziale" dell' artista issato su una lunga gru sopra le teste del pubblico e abbraccio di una fortunata ragazza scelta a caso, in mezzo a uno splendido accompagnamento di guizzi di luce acidula gialla, rossa e purpurea, contornata da lampi elettronici, esplosioni sonore da fine del mondo e fuochi d' artificio, il cantante non ha retto piu' all' emozione e ha pianto.
"Michael we love you" gli hanno gridato emozionatissimi i 70.000 dello stadio di Bucarest, con i trentamila che lo ascoltavano da lontano sulle terrazze. Almeno per quel momento, era vero. 

FONTE ORIGINALE: Archivio Storico CORRIERE DELLA SERA