giovedì 3 dicembre 2015

L'arte di togliere la maschera al Re del Pop by Gustavo Cusnier - 2011

" Se vuoi vedere un ragazzo normale, guarda il figlio del tuo vicino, ma non Michael Jackson, perché di normale non ha nulla ", ha detto una volta il cantante Sammy Davis Jr.
Certo che no. Idolo musicale a 5 anni di età. A 10, invece di andare a scuola e giocare con gli amici, provava 8 ore al giorno per le sue presentazioni e, all'età di 25 anni si era già consacrato come solista a livello internazionale con l'impatto che ha significato per l'industria della musica l'uscita del suo album "Thriller".
Sarebbe ovvio ripercorrere la sua vita privata e musicale. Centinaia di libri e biografie sono stati scritti e messi a disposizione di chiunque voglia saperne di più su Michael Jackson.

La difficoltà per molti è sapere veramente chi era questo ragazzo nato nella cittadina di Gary, che a un certo punto diventò bianco. Quel ragazzo timido che aveva paura di concedere un'intervista ma quando saliva sul palco si esibiva per una folla mostrando il suo istrionismo e i virtuosismi nell'arte della musica e della danza. Per fortuna è arrivato anche il mio turno e ho potuto " togliere la maschera " al Re del Pop per vedere il Michael Jackson che, a conti fatti e con grande sorpresa, era un uomo e aveva umanità.

Un essere della voce acuta, la star internazionale che aveva dei sogni, alcuni grandi e altri più piccoli. Con la sua musica e le sue opere di carità voleva cambiare il mondo. Aveva anche altri piccoli sogni da comune mortale, come allevare i suoi figli Prince, Paris e Blanket nella maniera più normale possibile (entro la normalità che può significare essere figlio di Michael Jackson); oppure, visitare un luogo senza avere un entourage di centinaia di persone che lo seguono o chiedono un autografo. Si può dire che è "il prezzo della fama", però, credo che anche alle celebrità più famose hanno reso la vita più piacevole che a Jackson stesso.

La morte, come sempre, fa vedere le persone più buone. Molti di quelli che hanno puntato il dito oggi hanno abbassato le braccia. Per anni e decenni ogni atto è stato esacerbato. La sua vitiligine (una malattia degenerativa della pelle) coperta con spessi strati di trucco è stata definita come il disprezzo di un uomo di colore per la sua razza.
Il suo Neverland Ranch, acquistato a fine degli anni '80, era il simbolo della sua eccentricità anche quando ha solo cambiato il colore delle sue pareti o per la progettazione dei giardini e l'aggiunta di giochi elettromeccanici.
Il suo volto - più volte cambiato da interventi chirurgici – era la copertina preferita delle riviste dell'epoca, mentre tante stelle di Hollywood seguivano i suoi passi facendo le stesse cose senza che nessuno ne prendesse atto.

Michael Jackson e il caso Chandler ha tenuto banco per diversi mesi su tutti i media internazionali nel 1993, in particolar modo quando la star ha pagato 22 milioni di dollari per evitare che si andasse in tribunale, la sua “disonestà” è stata prontamente messa in evidenza.
Tuttavia, nessuno di questi mezzi di informazione ha diffuso la notizia quando Chandler (già adulto) ha dichiarato: "Michael Jackson non mi ha mai molestato, ho mentito per mio padre, mi dispiace Michael".
Le scuse sono arrivate troppo tardi perché Jackson era già morto.
Non ha neanche suscitato interesse la notizia che il padre di Jordan Chandler, principale accusatore a quel tempo, si è suicidato senza causa apparente nel novembre 2009, forse vittima di rimorso.

Il 2005 è stato un altro periodo duro per Michael quando ha dovuto affrontare la giustizia americana per il caso Arvizo che, vittima di un cancro in fase terminale, è stato assistito finanziariamente da Jackson, cosa che gli ha salvato la vita.
La causa comprendeva dieci accuse formali - del tutto inesistenti - e ognuna di loro è decaduta in base agli elementi di prova che hanno dimostrato il contrario, rendendo evidente che era tutta una montatura – in cerca di soldi - da parte della madre del ragazzo (che aveva già delle sentenze contro per ripetuti furti, falsi reclami e gravi problemi con la custodia dei figli).

Michael Jackson ha lasciato un'eredità musicale unica; una vita che si rivedrà all'infinito in film e documentari; ha donato 300 milioni dollari di tasca propria a istituti benefeci più il 20% dei profitti postumi in beneficenza; ha lasciato tre orfani che cercano oggi di sapere cosa è successo al padre; una famiglia di genitori e fratelli che si aggrappano alla vendita di profumi, oggetti personali e altri oggetti appartenuti a Jackson per sopravvivere, perché non sono in grado di generare i propri mezzi di sussistenza.. Ha lasciato nel suo testamento tre esecutori per gestire il suo patrimonio che, solo nel primo anno della sua morte, ha generato un miliardo di dollari di profitto che sono serviti - più che sufficientemente - a saldare ogni debito...

A due anni dalla sua dipartita, quest'uomo, considerato una leggenda vivente, ha trasceso il podio musicale ed è diventato un'icona della cultura contemporanea.
Sono sicuro che gli anni, poco a poco, lo ubicheranno nel posto che merita realmente.
Questo riconoscimento è un di più, ma comunque è come rendere un po' di giustizia ad un uomo a cui non hanno mai dato la possibilità di smettere di essere la star musicale più brillante che ci ha dato la storia, per diventare quel bambino di Gary che ha sempre voluto essere …
Gli 'idoli' che cambiano la vita delle persone.. non saranno mai dimenticati.

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