sabato 12 dicembre 2015

Michael [Within His Songs] - SELECTED LYRICS (5° Parte)

ORIGINAL SOURCE:
MJFRIENDSHIP

TRADUZIONE:  LINK MJGW FORUM

La quantità di materiale musicale che Michael Jackson ha scritto e pubblicato nella sua vita è difficile da trascurare. Nel 2006 gli sono stati riconosciuti più di 750 milioni di unità vendute. Per ognuno dei suoi album Michael dice, scrive più di 100 canzoni - solo per prenderne dai 10 ai 15 brani.. Così egli ha messo da parte un'innumerevole quantità di materiale inedito che il mondo probabilmente non vedrà mai.

[...] vi offriamo un repertorio di testi interessanti e importanti che contengono messaggi molto speciali per i suoi ascoltatori.


I testi riportati provengono dai seguenti album: 

Li presentiamo suddivisi nelle seguenti categorie:

AUTOBIOGRAFICO

CRITICA SOCIALE

AVERE CURA DEL MONDO



AVERE CURA DEL MONDO

We Are the World
(Single, USA for Africa, 1985)
“We are the world”, anthem of ‘USA for Africa’ (1984) was until Elton John’s “Candle in the wind” (on the occasion of the death of Princess Diana) the most sold single world-wide. Everyone knows this great song but that it comes from Michael Jackson’s (and Lionel Richie’s) pen and heart is hardly known by someone. Here is what Michael says about the song: “Quincy called me and said that he needed a song. I said: ‘Quincy, I just finished Thriller. I spent all the time in the studio. I just don't feel like.’ But he said it would be important for the children of the world. And as soon as he said that I said I'll do it. Because he knows how I feel about children.”

"We are the world", inno di 'USA for Africa' (1984) fino a "Candle in the wind" di Elton John (in occasione della morte della principessa Diana) è stato il singolo più venduto in tutto il mondo. Tutti conoscono questa grande canzone, tuttavia qualcuno non sa che è frutto della penna e del cuore di Michael Jackson (e Lionel Richie). Ecco cosa Michael dice della canzone: "Quincy mi ha chiamato e ha detto che aveva bisogno di una canzone. Ho detto: 'Quincy, ho appena finito Thriller. Ho passato tutto il tempo in studio. Non me la sento.' Ma lui ha detto che sarebbe stato importante per i bambini del mondo. E non appena mi ha detto questo ho detto che lo avrei fatto. Perché lui sa cosa provo per i bambini".

We are here to change the world
("The ultimate Collection", 2004)
This song emanates from the short film “Captain EO” he produced for the Disney-Studios and which was to gaze up to 1998 in the Disney-Theme-Parks all around the world. In this, Michael plays a young space-ship commandant on a mission to rescue the world from an evil witch who finally transform to a beautiful queen because of the music and the dance. So this song also is about being on a mission to change bad times to good times and to change the world. “’Cause the power’s deep inside my soul”, sings Michael, referring to each one of us. “We’re gonna change the world”.

Questa canzone deriva dal cortometraggio "Captain EO" prodotto per la Disney Studios e che si poteva guardare fino al 1998 in tutti i parchi a tema Disney del mondo. Qui, Michael interpreta un giovane comandante di una nave spaziale in missione per salvare il mondo da una strega cattiva che alla fine si trasforma in una bella regina grazie alla musica e alla danza. Questa canzone però tratta anche dell'essere in missione per trasformare i brutti periodi in buoni e cambiare il mondo. "Perché il potere è nel profondo della mia anima", canta Michael, riferendosi a ciascuno di noi. "Cambieremo il mondo".

Man in the Mirror
("Bad"-Album, 1987)
Although „Man in the mirror” wasn’t written by Michael Jackson it is a song that fits perfectly well. He sings it with a passion as if it was his and the text also contains his message completely. The song is about the blindness we come across regarding the badly problems og the world. Thereof how we look away and prefer loving ourselves more than others. “If you wanna make the world a better place: Take a look at yourself, and then make a change.”

Anche se "Man in the mirror" non è stata scritta da Michael Jackson è una canzone che gli si adatta perfettamente. La canta con passione, come se fosse sua e il testo contiene inoltre completamente il suo messaggio. La canzone parla della cecità che ci attraversa per quanto riguarda i tremendi problemi del mondo. Di conseguenza guardiamo da un'altra parte e preferiamo amare noi stessi più che altri. "Se vuoi rendere il mondo un posto migliore: dai un'occhiata a te stesso, e poi fai un cambiamento".

Heal the World
("Dangerous"-Album, 1992)
THE Michael Jackson-anthem par excellence, a song, abstracting everything: his most important message, his feelings, his personality, and his gift to make music which touches the people. Even someone who doesn’t like Michael Jackson at all starts humming if “Heal the World” is played on radio stations. Right? “There’s a place in your heart and I know that it is love…” like that, the song begins that Michael sings over and over again – on every tour and to many other opportunities – and about that he says it would be one of the song he would choose if he only could choose few songs. “Heal the world… Make it a better place… For you and for me and the entire human race…”
No matter what in future may remain in commemoration of Michael Jackson, this song will be considered with much respect into the music- and world history.

L'inno per eccellenza di Michael Jackson, una canzone, che riassume tutto: il suo messaggio più importante, i suoi sentimenti, la sua personalità, e il suo dono di fare una musica che tocca le persone. Anche chi non ama per niente Michael Jackson comincia a canticchiare "Heal the World" se viene passata alla radio. Vero? "C'è un posto nel tuo cuore e so che è amore..." così comincia la canzone e Michael la canta più e più volte - in ogni tour e in molte altre occasioni - e a questo proposito, dice che sarebbe stata una delle canzone che avrebbe scelto se avesse potuto scegliere solo poche canzoni. "Curiamo il mondo... rendiamolo un posto migliore... Per te e per me e per l'intera razza umana...".
Non importa quello che in futuro si ricorderà di Michael Jackson, questa canzone sarà considerata con molto rispetto nella storia della musica - e del mondo.

Earth Song
("History"-Album, 1995)
One more anthem, but this time to the nature. One of the greatest ballads of the era that everyone’s aware of and even is reckoned by those who don’t like Michael Jackson nor his music. Michael himself says about it:
“I remember writing ‘Earth Song’ when I was in Austria, in a hotel. And I was feeling so much pain and so much suffering of the plight of the Planet Earth. And for me, uhm, this is Earth’s Song, because I think nature is trying so hard to compensate for man’s mismanagement of the Earth.
And with the ecological unbalance going on, and a lot of the, uh, problems in the environment, I think earth feels… feels the pain, and she has wounds, and it’s about some of the joys of the planet as well. But this is my chance to pretty much let people hear the voice of the planet. And this is ‘Earth Song’. And that’s what inspired it. And it just suddenly dropped into my lap when I was in… on tour in Austria.”

Ancora un altro inno, ma questa volta per la natura. Una delle più grandi ballate dell'epoca che tutti conoscono e che addirittura è annoverata da coloro che non amano Michael Jackson né la sua musica. Michael stesso dice a questo proposito:
"Ricordo di aver scritto 'Earth Song' quando ero in Austria, in albergo. E provavo tanto dolore e tanta sofferenza per la condizione del Pianeta Terra. E per me, uhm, Earth’s Song è questo, perché penso che la natura stia cercando faticosamente di riparare alla cattiva gestione della Terra da parte dell'uomo.
E con lo squilibrio ecologico in corso, e un sacco di, uh, problemi nell'ambiente, penso che la terra senta ... senta dolore, e che lei abbia delle ferite, ma parla anche un po' delle gioie del pianeta. Ma questa è la mia occasione per far sì che la gente ascolti di più la voce del pianeta. E questo è 'Earth Song'. Ed è quello che l'ha ispirata. Mi è piovuta tra le braccia improvvisamente mentre ero in ... in tour in Austria".

Cry
("Invincible"-Album, 2001)
The song reassures not to give up despite all adversities – all you have to do is to reach out for the truth and to make a contribution in changing the world. In connection to the release of the song from ‘Invincible’ in summer 2001 some passages seems mysterious: “And when that flag blows (you're not surely) there'll be no more wars. (Ooh why) And when all calls I will answer all your prayers.” The lyrics fit to the events of the 11th September – maybe the reason for the release as second single in 2001. Although this song wasn’t written by Michael it sits well on him.

La canzone incita a non mollare, nonostante tutte le avversità - tutto ciò che si deve fare è raggiungere la verità e dare un contributo per cambiare il mondo. In merito al rilascio della canzone da 'Invincible' nell'estate del 2001 alcuni passaggi sembrano misteriosi: "E quando quella bandiera sventola (non sei tu di certo). Non ci saranno più guerre. (Ooh perché) E quando tutti chiamano risponderò a tutte le tue preghiere". Il testo si adatta agli eventi dell'11 settembre - forse è questo il motivo per il rilascio come secondo singolo nel 2001. Anche se questa canzone non è stata scritta da Michael si adatta bene a lui.

The Lost Children
("Invincible"-Album, 2001)
In this song, Michael decries that there had been songs for all kinds of people, for fathers, for mothers, for lovers, but not for the lost children. Even though there are really thousands of lost children on a daily basis – disappeared, hijacked, eloped – this song also applies for the child in ourselves whom we had lost, lost because of missing of love and in succession of insufficient sympathies.
He prays for that every single one of these children – the real lost and the emotional lost ones – will have an open door home with a protecting father and a caring mother at their sides. But I also see the dimension that he thinks of himself as one of them while he cries about them.

In questa canzone, Michael denuncia che ci sono state canzoni per tutti i generi di persone, per i padri, per le madri, per gli amanti, ma non per i bambini perduti. Anche se ci sono davvero migliaia di bambini perduti su base giornaliera - scomparsi, sequestrati, fuggiti - questa canzone si riferisce anche al bambino che è in noi stessi e che abbiamo perduto, perduto a causa della mancanza di amore e in seguito ad insufficiente compassione.
Egli prega affinché ognuno di questi bambini - quello che è perduto davvero e quello perso emotivamente - abbia una casa con una porta aperta, con un padre protettivo e una madre premurosa al loro fianco. Ma io ci vedo anche un riferimento a se stesso come uno di loro, mentre piange per loro.

What more can I give
("United we stand" - 21.10.01)
It isn’t completely clear when “What more can I give” was created. Already in 1999 there was a concert with that title and even at that time there was word about a new song Michael Jackson should have performed with Pavarotti. This didn’t happen, but “What more can I give” emerged for the one and only time at October 21, 2001 during a concert called “Untied we stand” in Washington, D.C., for the benefit of the September 11th victim-help. For Michael, this song seems to be kind of a succession of “We are the world”. Held in a very similar style it was interpreted by different modern artists – from Gloria Estephan about Celine Dion up to the Backstreet Boys – who, at Michael’s request, immediately and willingly went into the studio. More tragically seem to be the abortive release of the song as single, to which Michael, as many people know today because of recorded telephone calls, extremely was forced to. It really was close to his heart to help the victims of the terror-attacks. But the single was never released and only one thing can be said for sure: it wasn’t Michael Jackson’s blame.

Non è del tutto chiaro quando "What More Can I Give" è stata creata. Già nel 1999 ci fu un concerto con quel titolo e già all'epoca si parlava di una nuova canzone di Michael Jackson che sarebbe stata eseguaita con Pavarotti. Questo non è accaduto, ma "What more can I give" è comparsa per la prima e unica volta il 21 OTTOBRE 2001 durante un concerto chiamato "Untied We Stand" a Washington, DC, in aiuto delle vittime del 11 settembre. Per Michael, questa canzone sembra essere una specie di continuazione di "We are the world". Mantenendo uno stile molto simile è stata interpretata da diversi artisti contemporanei - da Gloria Estephan a Celine Dion fino ai Backstreet Boys - che, su richiesta di Michael, immediatamente e volentieri sono andati in studio. Molto tragicamente sembra essere fallito il rilascio della canzone come singolo, a cui Michael sembra essere stato costretto, come molti oggi sanno grazie alla registrazione di alcune telefonate. Era davvero vicino col suo cuore ad aiutare le vittime dell'attacco terroristico. Ma il singolo non è mai stato rilasciato e solo una cosa si può dire con certezza: non è stata colpa di Michael Jackson.

We've had enough
("The ultimate Collection, 2004)
Michael released that song during the trial against him. It is an impassionate appeal against the war and its barbarities but also against the injustice in general. It also contains allusions of himself being a victim of wrongful prosecution. (She asked the men in blue/How is it that you get to choose/ Who will live and who will die/Did god told you you could decide?/ You saw he didn't run)
But again he also describes the agony of particularly the children in a war. In opposite to other songs this is an outcry against god – disgust that He allows so much injustice and it finally ends in the outcry: “We’ve had enough”.

Michael ha rilasciato questa canzone durante il processo contro di lui. Si tratta di un appello appassionato contro la guerra e le sue barbarie, ma anche contro l'ingiustizia in generale. Contiene anche allusioni a se stesso come vittima di un'accusa ingiusta. (Ha chiesto agli uomini in blu/Come fate a decidere/Chi morirà e chi vivrà/Ve l'ha detto Dio che potete decidere?/Hai visto che non correva).
Ma ancora una volta egli descrive anche in particolare l'agonia dei bambini in guerra. Al contrario di altre canzoni questa è una protesta contro Dio - è indignato che Egli permetta tanta ingiustizia e infine termina con il grido: "Ne abbiamo già abbastanza".

-- FINE --